“Resta a casa, pensa a te stessa, alla casa” disse Roberto, convincendola a lasciare il lavoro e a diventare moglie a tempo pieno

Quella serenità apparente era dolorosamente ingannevole.
Storie

Claudia mise ogni documento in ordine, uno dopo l’altro, dentro una cartellina rigida. Non lasciò nulla al caso: contratti, e-mail, estratti conto, ricevute, movimenti delle carte. Quando ebbe finito, portò tutto a Nina Giordano.

L’amica sfogliò il materiale con attenzione, poi sollevò lo sguardo.

«Perfetto,» disse. «È più che sufficiente. Adesso possiamo muoverci.»

Esattamente una settimana dopo, come aveva annunciato, Roberto Catalano tornò sull’argomento.

«Allora? Ci hai pensato?»

Claudia era seduta sul divano. Aveva un’espressione tranquilla, quasi serena.

«Sì. Divorziamo.»

Roberto rimase immobile. Non era quella la risposta che si aspettava.

«Dici sul serio?»

«Assolutamente. Presenta pure la domanda. Io non mi oppongo.»

Lui strinse gli occhi.

«Ti rendi conto che resterai senza niente?»

Claudia accennò un sorriso.

«Vedremo.»

Qualcosa, in quel sorriso, mise Roberto in allarme. Ma non volle darlo a vedere.

«Va bene. Come vuoi tu. Domani vado in Comune e avvio la pratica.»

Il giorno seguente fece davvero ciò che aveva detto. Un mese più tardi, il divorzio risultava formalizzato.

Roberto si sentiva vincitore. Finalmente libero. Poteva andare a vivere con Aurora Barbieri, la giovane responsabile di uno dei suoi negozi, con la quale aveva una relazione da quasi due anni.

Claudia lasciò l’appartamento e prese in affitto un piccolo monolocale. Roberto era convinto che la faccenda fosse chiusa lì.

Ma, dopo appena una settimana, gli arrivò una convocazione in tribunale. Era stata depositata una causa per la divisione dei beni acquisiti durante il matrimonio. Attrice: Claudia Leone.

Roberto lesse l’atto e sentì il sangue gelarglisi nelle vene.

Claudia chiedeva la metà di tutto. Dell’appartamento, valutato 60.000 €. Della casa, stimata 100.000 €. Delle due automobili, per un valore complessivo di 30.000 €. E soprattutto pretendeva la metà dell’attività: sette negozi valutati 400.000 €.

Totale della richiesta: 295.000 €.

«È impazzita,» mormorò Roberto.

Chiamò subito il suo avvocato.

«Sergio Ferretti, la mia ex moglie ha fatto causa per la divisione dei beni. Vuole quasi trecentomila euro. È una follia.»

L’avvocato esaminò le carte con calma.

«Roberto, temo che non sia affatto una follia. La signora ha basi concrete. Ha prodotto prove del suo contributo all’attività: contratti, corrispondenza, bonifici. Il giudice potrebbe darle ragione.»

«Ma è tutto intestato a me!»

«Sì, però è stato acquistato durante il matrimonio. Per legge rientra nel patrimonio comune. Glielo avevo detto, a suo tempo, che sarebbe stato prudente stipulare un accordo patrimoniale. Lei non mi ha ascoltato.»

Accecato dalla rabbia, Roberto scagliò il telefono dall’altra parte della stanza.

Il processo ebbe inizio poco dopo. A rappresentare Claudia c’era Nina Giordano, e lo fece in modo impeccabile.

Portò davanti al giudice ogni documento. Dimostrò che Claudia aveva investito denaro nell’impresa, che si era occupata della contabilità, che aveva seguito i contratti e tenuto i rapporti commerciali. Spiegò anche che aveva sacrificato la propria carriera per la famiglia e che, su insistenza del marito, aveva lasciato il lavoro.

Nina presentò inoltre le prove dei tradimenti di Roberto: estratti delle carte, fotografie pubblicate sui social, immagini in cui compariva con Aurora Barbieri in ristoranti e alberghi.

«La mia assistita ha rispettato il matrimonio, ha sostenuto suo marito e ha dedicato energie e risorse alla famiglia. Lui, invece, ha usato denaro comune per mantenere una relazione extraconiugale. Questo elemento non può essere ignorato,» dichiarò Nina in aula.

La giudice ascoltava senza interrompere, prendendo appunti.

Roberto sedeva pallido, con lo sguardo fisso davanti a sé. Il suo legale tentò qualche obiezione, ma le prove erano solide, precise, difficili da smontare.

Dopo due mesi arrivò la decisione.

A Claudia venne riconosciuto il sessanta per cento dei beni maturati durante il matrimonio: 354.000 €.

Roberto avrebbe dovuto versarle l’intera somma entro sei mesi.

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