“Resta a casa, pensa a te stessa, alla casa” disse Roberto, convincendola a lasciare il lavoro e a diventare moglie a tempo pieno

Quella serenità apparente era dolorosamente ingannevole.
Storie

«Ti basteranno per pagarti una stanza in affitto per qualche mese.»

Claudia Leone strinse le mani fino a farsi sbiancare le nocche.

«Stai parlando sul serio?»

«Serissimo. Proprio per questo ti conviene riflettere bene. Magari il divorzio non serve. Possiamo continuare come abbiamo fatto finora: io non do fastidio a te, tu non ne dai a me.»

«In pratica vorresti che io chiudessi gli occhi sui tuoi tradimenti, sulla tua indifferenza, e restassi zitta?»

Roberto Catalano sollevò le sopracciglia, fingendo stupore.

«Tradimenti? Ma che dici? Ti stai facendo dei film.»

Eppure, nello sguardo gli passò un lampo ironico. Non provava neppure a nasconderlo.

«Pensaci,» concluse, alzandosi dalla poltrona. «Hai una settimana. Se decidi di andare avanti col divorzio, poi non lamentarti. Ti ritroverai senza un tetto.»

Detto questo, se ne andò nella sua stanza. Claudia rimase seduta in soggiorno, immobile, come se le avessero tolto l’aria dai polmoni.

Che cosa poteva fare? Era davvero possibile che, dopo tutto, restasse senza niente? Quindici anni di matrimonio, il suo sostegno nei primi passi dell’azienda, le rinunce, le notti passate sui conti: possibile che non valessero nulla?

La mattina seguente chiamò Nina Giordano, una sua vecchia compagna di scuola. Nina lavorava come avvocata in una grande società e si occupava soprattutto di diritto di famiglia.

«Nina, ho bisogno di te. È urgente.»

Si videro in un bar tranquillo, lontano dal centro. Claudia le raccontò ogni cosa: le minacce di Roberto, la sua sicurezza ostentata, quella frase crudele secondo cui lei non avrebbe ottenuto nulla.

Nina ascoltò senza interromperla, prendendo appunti su un taccuino.

«Claudia, lui sta bluffando. Almeno in parte.»

«Che significa “in parte”?»

«Significa che sì, formalmente i beni risultano intestati a lui. Ma tu sei sua moglie da quindici anni. Secondo la legge, hai diritto alla metà di ciò che è stato acquisito durante il matrimonio: appartamento, villa, automobili, attività. Tutto rientra nella divisione.»

Claudia abbassò la voce.

«Lui sostiene che il suo avvocato dimostrerà che ha investito soltanto lui.»

«Non ci riuscirà così facilmente. Nei primi anni lavoravi anche tu, hai aiutato nell’impresa, ti occupavi della contabilità. Esistono prove?»

Claudia rimase pensierosa per qualche secondo.

«Non lo so. Forse ho ancora dei documenti, vecchie e-mail, magari qualche scambio con i clienti…»

«Cerca tutto. Qualunque cosa. Ricevute, contratti, bonifici, messaggi, fatture. Ogni traccia che dimostri il tuo contributo alla costruzione di quel patrimonio.»

«E dopo?»

Nina sorrise con un’espressione furba.

«Dopo prepariamo a tuo marito una sorpresa. Lui è convinto che tu ti spaventerai e rinuncerai al divorzio. Tu invece accetterai. Con calma, senza scenate. E presenterai una richiesta di divisione dei beni fatta come si deve, con prove solide allegate.»

«E cosa potrei ottenere?»

«Come base, la metà. Ma non escludo qualcosa di più. Ci sono sfumature importanti: se riusciamo a dimostrare che hai sacrificato la tua carriera per sostenere la famiglia e il suo lavoro, il giudice potrebbe riconoscerti una quota maggiore. Anche il sessanta per cento.»

Dentro Claudia, al posto della paura, cominciò a farsi largo una determinazione nuova.

«Allora proviamoci.»

Trascorse la settimana successiva a rovistare ovunque. Aprì vecchi raccoglitori, controllò hard disk dimenticati, scavò nella posta elettronica. E trovò più di quanto immaginasse.

C’erano copie dei primi contratti con i fornitori: li aveva preparati lei, e in fondo compariva la sua firma. C’erano e-mail con clienti dei primi anni, tutte gestite da lei. Trovò anche estratti del suo vecchio conto corrente: per cinque anni di fila aveva trasferito a Roberto il suo stipendio intero, destinandolo allo sviluppo dei negozi.

Poi saltarono fuori spese strane sulle carte di credito di Roberto: ristoranti, alberghi, regali costosi. Importi troppo alti e troppo frequenti per poter essere destinati a sua moglie.

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Amore o Soldi