“Siamo la famiglia di Ilaria” dichiarò il giovane, lasciando Alessandro sconvolto sulla soglia

Commovente e inquietante, questa verità nascosta mette paura
Storie

— Tutto, Ilaria. Ho il diritto di sapere.

La mattina arrivò carica di una tensione sottile, di quelle che si avvertono anche senza che nessuno dica nulla. Martina Bianco si muoveva in cucina preparando la colazione; Luca Gentile, seduto al tavolo, scorreva le notizie sul telefono con aria assente; Roberto Pellegrini parlava a bassa voce in corridoio, quasi temesse di disturbare. Ilaria beveva il caffè in silenzio, lo sguardo fisso nella tazza, mentre Alessandro Sala osservava tutti di nascosto, cercando di mettere ordine nei pensieri.

Dopo la conversazione della sera precedente con sua moglie, aveva la sensazione di essere entrato in una storia che non gli apparteneva, una vita parallela della quale ignorava quasi tutto. Ciò che Ilaria gli aveva raccontato sembrava vero, ma anche incompleto. La matrigna, gli orologi scomparsi, le accuse… tutto aveva il sapore di un pretesto, non della vera ragione per cui una persona arriva a tagliare ogni ponte con la propria famiglia.

— Alessandro, posso parlarti un momento? — chiese Martina, facendo un cenno verso il balcone.

Quando rimasero soli, la donna infilò una mano nella tasca della vestaglia e ne tirò fuori un piccolo album fotografico, vecchio e consumato, grande più o meno quanto un palmo.

— Sono fotografie di Ilaria da bambina — disse, accarezzando la copertina rovinata. — Le ho sempre portate con me. Pensavo che, se un giorno l’avessi ritrovata, gliele avrei restituite.

Alessandro prese l’album con cautela. Nella prima immagine c’era una bambina di cinque anni, sorridente, con due trecce sottili e gli occhi già identici a quelli di Ilaria. Non potevano esserci dubbi.

— Ilaria era la maggiore — mormorò Martina. — Quando nostra madre morì, lei aveva diciotto anni. Io tredici, Luca sedici. Si occupava di noi mentre Roberto Pellegrini era al lavoro. Faceva tutto quello che poteva. Poi arrivò Claudia Rinaldi.

— La nuova moglie di vostro padre — disse Alessandro, ricordando il racconto confuso della sera prima.

— Sì. Claudia la prese subito in antipatia. Diceva che Ilaria voleva comandare su tutti, che si comportava come la padrona di casa. Ma non era così: semplicemente, dopo la morte della mamma, si era abituata a sentirsi responsabile. Con il tempo le cose peggiorarono. E poi venne fuori la storia degli orologi.

— Quelli della nonna?

Martina annuì.

— Antichi, di famiglia. Un giorno sparirono. Claudia accusò Ilaria, sostenendo di averla vista osservarli poco prima che scomparissero.

Alessandro voltò pagina. In una foto c’era Ilaria adolescente con una chitarra tra le braccia; accanto a lei, Martina e Luca sembravano ancora bambini.

— E dopo che cosa successe?

Martina lo fissò a lungo prima di rispondere.

— Luca diede ragione a Claudia. Disse che anche lui aveva visto Ilaria prendere in mano quegli orologi quel giorno. E io… io non dissi niente. Ebbi paura.

Più tardi, quando la colazione era ormai finita, in casa rimasero soltanto Ilaria e Luca. Alessandro era uscito per andare al lavoro, mentre Roberto Pellegrini e Martina si erano diretti a uno studio legale per chiarire alcune questioni legate all’eredità.

Ilaria si fermò davanti al fratello nel corridoio.

— È vero che mi hai cercata per tutti questi anni?

Luca abbassò lo sguardo. Per qualche istante sembrò incapace di parlare.

— Sì — rispose infine, asciutto.

— Perché? Per l’eredità?

— Non solo. — Finalmente alzò gli occhi su di lei. — Volevo chiederti perdono. Avrei dovuto farlo dieci anni fa, ma ero troppo orgoglioso.

Ilaria incrociò le braccia sul petto.

— Perdono per che cosa, esattamente?

Luca inspirò a fondo.

— Per aver mentito durante quella riunione di famiglia. Io non ti vidi prendere gli orologi. Non vidi nulla. Claudia… sapeva convincere le persone.

— Quindi hai creduto a lei invece che a me?

Lui fece una smorfia amara.

— Avevo venticinque anni ed ero infatuato di Claudia. Lo so, era la moglie di papà, ma aveva solo cinque anni più di me. Lei se ne accorse. E giocò con questa cosa.

Ilaria spalancò gli occhi, incredula.

— Tu e Claudia?..

— Non ci fu niente — la interruppe Luca, con un sorriso senza gioia. — Ma io ci speravo. Ero stupido. Mi promise che, se l’avessi appoggiata contro di te, avrebbe convinto papà a lasciarmi andare a studiare a Genova. Io ci cascai come l’ultimo degli idioti.

— E ci riuscì? Lo convinse?

— Naturalmente no. Appena te ne andasti, ottenne quello che voleva: diventò lei il centro della casa. Poi cominciò a mettere papà contro me e Martina. Un anno dopo lui divorziò, ma ormai era tardi. Tu eri già sparita dalle nostre vite.

Quella sera Alessandro rientrò dal lavoro prima del solito. La notizia improvvisa sulla famiglia di sua moglie gli aveva impedito di concentrarsi per tutta la giornata. Continuava a ripensare a ogni parola, a ogni sguardo, tentando di capire quale parte della verità gli fosse ancora nascosta.

L’appartamento era tranquillo. In salotto Roberto Pellegrini sonnecchiava in poltrona, con il capo reclinato di lato. Dalla cucina arrivava il rumore lieve di pentole e posate: Martina stava preparando qualcosa, canticchiando sottovoce. Di Ilaria e Luca, invece, nessuna traccia.

— Sono sul balcone — disse Martina, come se gli avesse letto nel pensiero. — Parlano da più di un’ora.

Alessandro annuì e la raggiunse in cucina.

— Posso darti una mano con la cena?

— Volentieri — rispose lei, accennando un sorriso. — Taglia le verdure per l’insalata.

Per alcuni minuti lavorarono senza dire nulla. Alessandro lavava, tagliava, disponeva tutto in una ciotola, ma dentro di sé sentiva crescere un’inquietudine sempre più forte. Alla fine non riuscì più a trattenersi.

— Martina, che cosa è successo davvero nella vostra famiglia? Ilaria racconta una versione, Luca un’altra. Dov’è la verità?

Martina spostò la pentola dal fornello e si voltò verso di lui. Il suo volto, fino a un attimo prima tranquillo, si fece serio.

— La verità è che abbiamo sbagliato tutti. Ognuno a modo suo. Io ero solo un’adolescente, ma già allora capivo che Claudia mentiva sugli orologi. L’avevo vista frugare nello scrigno della nonna. Però non parlai. Avevo paura. Mi minacciava: diceva che, se non fossi stata “buona e zitta”, avrebbe convinto papà a mandarmi in collegio.

— E Roberto Pellegrini? Possibile che non si fosse accorto di niente?

Martina abbassò gli occhi.

— Era accecato da lei. Una donna giovane e bella gli aveva mostrato interesse, e lui perse la testa. Scelse di credere a Claudia invece che ai suoi figli. Però devi sapere una cosa: dopo la partenza di Ilaria, fu lui a soffrire più di tutti. L’ha cercata per anni.

Alessandro rimase immobile, con il coltello sospeso sopra il tagliere.

— E tutto questo per degli orologi?

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