“Si tratta dei soldi che domani hai intenzione di spendere.” disse la suocera, minacciando di bloccare i fondi per l’operazione della piccola Alice

Quella visita invadente è vigliaccamente manipolatrice.
Storie

La suocera spalancò la porta dell’appartamento senza nemmeno bussare, benché il campanello fosse lì, perfettamente funzionante. Margherita Sala, del resto, aveva sempre considerato quasi umiliante annunciarsi a casa di suo figlio. Quello era il suo ragazzo, il suo sangue: che senso avevano certe formalità?

Giulia Fabbri, in quel momento, stava disponendo sul tavolo una pila di documenti: certificati, referti, impegnative, fogli dell’ospedale. L’indomani, di prima mattina, avrebbe dovuto partire per l’ospedale provinciale, dove finalmente avrebbero operato la piccola Alice Amato. Il denaro era già chiuso in una busta: l’intera somma che i genitori di Giulia erano riusciti a mettere insieme ipotecando la loro casa in paese. Da due mesi lei viveva soltanto per quel pensiero: arrivare in tempo, pagare, salvare sua figlia.

— Ah, Giulia, sei in casa. Meno male che ti ho trovata — disse la suocera, entrando come se fosse la padrona. Attraversò il corridoio, lasciò cadere la sua borsa enorme sul divano e passò lo sguardo per la stanza con aria severa. — Qui c’è un po’ di polvere, sai? Marco è al lavoro?

— Buongiorno, Margherita Sala — rispose Giulia, sforzandosi di mantenere una voce calma. — Sì, Marco non è ancora rientrato. È successo qualcosa?

La donna fece finta di non aver sentito. Si avvicinò al tavolo e, senza chiedere permesso, prese uno dei fogli.

— Questo riguarda l’intervento, vero? Domani, quindi? Bene, vedremo — mormorò, rimettendo il documento al suo posto. Poi fissò la nuora con un’espressione strana, a metà fra la commiserazione e la superiorità.

— Vedremo cosa? — Giulia si irrigidì. In quel tono c’era qualcosa che non le piaceva affatto.

— Giulia, siediti. Dobbiamo parlare.

— Margherita Sala, ho moltissimo da fare. Devo preparare tutto per domani e…

— Ho detto siediti! — la interruppe la suocera, alzando la voce. In un attimo la cordialità di facciata sparì dal suo volto. — Si tratta dei soldi che domani hai intenzione di spendere.

Un gelo improvviso scivolò lungo la schiena di Giulia. Si lasciò cadere lentamente sulla sedia, senza togliere gli occhi dalla donna.

— Che cosa significa?

Margherita si accomodò di fronte a lei, unì le mani sulle ginocchia e parlò con l’aria di chi sta comunicando una verità ovvia, quasi banale.

— Quei soldi servono a me. Anzi, servono a me e a Marco. Per comprare un appartamento.

Per qualche secondo Giulia rimase immobile, incapace di dare un senso a ciò che aveva appena udito. Le parole erano chiare, eppure non riuscivano a trovare posto nella sua mente. Un appartamento? Quale appartamento? Che cosa c’entrava con l’operazione di Alice?

— Non capisco — riuscì infine a dire, con fatica.

— E che c’è da capire? — Margherita fece un gesto secco con la mano, come se stesse parlando di prendere il pane al forno. — È saltata fuori l’occasione di acquistare un bilocale in una palazzina nuova. Serve subito una caparra. Una caparra importante. Io ho già parlato con il venditore, mi aspetta fino a lunedì. È un’occasione, Giulia! Una casa decente, non questo vostro monolocale. La bambina cresce, dovrà pure avere uno spazio dove vivere.

— Sta scherzando? — La voce di Giulia uscì troppo acuta, quasi irriconoscibile.

— Scherzare? Ma ti pare? Sto parlando seriamente. I tuoi genitori hanno dato i soldi, bene, sono stati bravi. Però noi li useremo con criterio. Per la casa. L’intervento si può rimandare. I medici non sono mica mostri, aspetteranno. Oppure vi rivolgerete a una clinica più semplice, meno costosa.

Giulia sentì qualcosa spezzarsi dentro di sé. Non lentamente, non un po’ alla volta: di colpo, come una corda tirata troppo che si lacera all’improvviso.

— Lei… lei mi sta proponendo di togliere a mia figlia i soldi per curarsi, così da comprare un appartamento? — scandì ogni parola con lentezza, come se temesse che altrimenti l’assurdità non sarebbe stata compresa.

— Ecco, ricominciamo! — Margherita arricciò il naso con fastidio. — “Togliere”, che parola esagerata. Nessuno sta togliendo niente a nessuno. Si tratta solo di mettere le priorità al posto giusto. L’operazione può aspettare, l’appartamento no. Occasioni simili non capitano tutti i giorni. E poi lo facciamo per voi, per il vostro bene. Per Alice, soprattutto. Dove pensi che vivrà?

— Prima bisogna che viva, Margherita Sala! — La voce di Giulia si incrinò. — L’intervento non può essere rimandato. Alice ha problemi alla colonna vertebrale, ogni giorno conta. Se perdiamo tempo, potrebbe restare…

— Non esagerare! — la tagliò fuori la suocera, irritata. — I medici spaventano sempre la gente per spillare più soldi. Poi magari si scopre che passa tutto da solo. Una mia amica ha avuto un caso simile con la nipote: non hanno fatto nulla, e alla fine si è sistemato tutto.

Giulia rimase a fissare quella donna senza riuscire a distogliere lo sguardo.

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Amore o Soldi