Luca fece un gesto vago con la mano.
— Ma l’appartamento… lo abbiamo pagato insieme. Abbiamo investito entrambi. I lavori, i mobili…
Chiara sollevò finalmente lo sguardo.
— I lavori? Parli di quelli che ha fatto mio padre con le sue mani, senza chiedere un euro? — La sua voce era calma, ma tagliente. — O dei mobili comprati con il mio stipendio, mentre tu “cercavi la tua strada”?
— Io ho sempre lavorato!
— Sì, lavoravi. Solo che, stranamente, il tuo stipendio finiva sempre per coprire le tue spese personali. Le bollette, la scuola, la spesa… a quello pensavo io. Ti ricordi come lo giustificavi? “Un uomo deve avere soldi suoi per sentirsi rispettato.”
Luca abbassò gli occhi.
— E ricordo anche quando dicevi di non sentirti pronto per avere figli. Poi è nato Andrea e mi hai confessato che la paternità ti faceva paura. Adesso, invece, racconti a tutti quanto sei un padre presente e premuroso.
— Non capisco cosa c’entri adesso.
— C’entra eccome. Perché dimostra che questa decisione non l’hai presa ieri. Né la settimana scorsa.
Chiara appoggiò il coltello sul tavolo e si voltò completamente verso di lui.
— Dimmi una cosa, Luca: ad Alessia piace questa casa? O state pensando di comprarne un’altra?
Il colore gli scivolò via dal viso.
— Quale Alessia?
— Quella con cui ti scrivi da sei mesi. Lavora nella tua azienda da otto anni. Non ha figli, ma ne desidera tanto uno. Mi sbaglio?
— Mi hai spiato?
— Non ce n’era bisogno. Hai fatto tutto da solo. Ti ricordi tre settimane fa? Sei tornato a casa euforico, parlavi di una collega brillante, piena di talento. Il giorno dopo ti sei comprato una camicia nuova.
Chiara prese il canovaccio e si asciugò lentamente le mani.
— E hai cambiato abitudini. Ora fai la doccia al mattino, quando per anni l’hai sempre fatta la sera. Hai comprato un profumo diverso. Ti sei iscritto in palestra dopo dieci anni di inattività.
— Chiara…
— E il telefono non lo lasci più incustodito. Lo porti perfino in bagno. Prima poteva restare ovunque. Adesso sorridi allo schermo come un adolescente.
In quell’istante l’orologio intelligente di Luca vibrò. Lui lanciò un’occhiata istintiva al display, poi si coprì il polso con l’altra mano.
— Ti ha scritto Alessia? — domandò lei con una curiosità quasi serena.
Luca si lasciò cadere sulla sedia.
— Non avevo previsto…
— Cosa non avevi previsto? Di innamorarti o di essere scoperto?
— È successo e basta. All’inizio parlavamo solo di lavoro, poi…
— Poi hai pensato che fosse più semplice se me ne andassi io. Comodo, vero? La casa resta a te, la tua reputazione non si macchia: la moglie se n’è andata di sua volontà, quindi la colpa è sua. E con Alessia puoi iniziare una storia pulita, senza ombre.
