“Dovremmo separarci” disse Luca impeccabile in camicia crema, lei appoggiò la tazzina e rispose calma, quasi curiosa

Quella calma apparente era dolorosamente ingiusta.
Storie

— Con i soldi che mia madre mi aveva messo da parte prima del matrimonio. Te lo ricordi? Vendette la sua stanza nell’appartamento condiviso e mi disse: “Serviranno per il tuo domani”.

E infatti sono serviti. Per il nostro domani.

Luca rimase in silenzio, lo sguardo fisso sul tavolo.

— E l’atto è stato intestato a me — proseguì Chiara Parisi con calma controllata — perché tu, in quel periodo, non avevi ancora un impiego stabile. Stavi “cercando la tua strada”, come dicevi sempre. Alla banca occorreva una busta paga per concedere il mutuo. La mia c’era, la tua no.

Fece una breve pausa.

— Ora ti torna in mente?

— Ma noi… avevamo deciso insieme…

— Avevamo deciso che fosse casa nostra. E così è stato.

Fino a quando non hai scelto tu di dividerci anche quello che avevamo costruito.

Chiara si accomodò di nuovo sulla sedia e sollevò la tazzina. Il caffè era ormai freddo, ma ne bevve un sorso senza fare una smorfia.

— Sai, Luca, più ci penso e più credo che tu abbia ragione. È meglio separarci.

— Davvero? — Nei suoi occhi passò un lampo di sollievo, subito coperto da un’ombra di inquietudine.

— Sì. E visto che desideri ricominciare da zero, facciamolo in modo corretto.

Io resto qui — nell’appartamento che è legalmente mio. Tu troverai un altro posto. Per conto tuo. Con i tuoi soldi.

— Chiara, possiamo parlarne con calma, da persone civili…

Lei inclinò leggermente il capo, accennando un sorriso quasi gentile.

— Non è civile? Vuoi libertà, e io te la concedo. Completa.

Luca si sedette di fronte a lei. La camicia elegante che aveva scelto quella mattina gli sembrò improvvisamente fuori luogo, quasi ridicola.

— Ma al momento non ho abbastanza per prendere un’altra casa…

— E io non ho alcuna intenzione di mantenerti. L’hai detto tu stesso: siamo adulti.

— Pensavo che avremmo trovato un accordo senza arrivare a questo…

— Ed è esattamente ciò che stiamo facendo. Nessuna scena, nessun urlo. Ognuno ottiene ciò che desiderava.

Tu volevi che fossi io ad andarmene. Invece sarai tu a fare le valigie.

Non ti pare una soluzione equa?

Chiara si alzò, portò la tazzina nel lavello e aprì l’acqua. Sullo schermo del telefono lampeggiava la conferma della spesa online che aveva programmato per quel giorno.

— Ho bisogno di riflettere — mormorò Luca.

— Certo — rispose lei, risciacquando con cura la ceramica. — Rifletti pure, ma non trascinare la cosa. Oggi pomeriggio vengono le mie amiche.

Preferirei evitare un’assemblea familiare davanti a loro.

Luca si chiuse in camera da letto. Poco dopo, Chiara lo sentì parlare al telefono: sottovoce, ma con un’agitazione evidente.

Quando arrivò la consegna, sistemò la spesa e iniziò a tagliare le verdure. I gesti erano lenti, precisi, quasi terapeutici.

Mezz’ora più tardi lui tornò in cucina.

— Chiara, forse stiamo correndo troppo. Proviamo a rivedere tutto con calma.

Lei non alzò lo sguardo dal tagliere.

— Cosa c’è ancora da rivedere? Hai già preso la tua decisione. Io l’ho accettata. Questione chiusa.

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Amore o Soldi