“Raffaele, stai davvero dicendo che per tutti i ponti di maggio rimarrò qui da sola, a fissare i muri?” domandò Ilaria con un filo di voce, mentre lui la guardava con stanca superiorità

È ingiusto e crudele escluderti dall'amore.
Storie

— Raffaele, stai davvero dicendo che per tutti i ponti di maggio rimarrò qui da sola, a fissare i muri? — domandò Ilaria con un filo di voce, controllando ogni inflessione per evitare quel tono acuto che ultimamente sembrava irritarlo più di qualsiasi altra cosa. Era immobile accanto alla finestra; non osservava il panorama, ma la schiena larga del marito, tesa sotto la camicia stirata con cura.

— Ilaria, ti prego, non ricominciare — sospirò lui senza voltarsi, intento a riordinare documenti dentro la ventiquattrore di pelle. — Caterina ha di nuovo problemi con l’allergia. Le serve aria buona, un po’ di campagna e suo padre accanto. Costanza ha affittato una casa fuori città. Io sarò lì solo per questo. Nel mio ruolo di padre.

— Nel tuo ruolo di padre? — ripeté lei, avvicinandosi di un passo. — E io perché non potrei venire? Non darei fastidio a nessuno. Potrei passeggiare nel bosco mentre state insieme. Siamo comunque marito e moglie…

La valigetta si chiuse con uno scatto secco, fastidioso. Raffaele finalmente si girò. Sul suo volto comparve quell’espressione di stanca superiorità che a Ilaria stringeva lo stomaco. La guardava come si guarda una bambina capricciosa che chiede un dolce prima di cena.

— Costanza non è d’accordo. È convinta che la tua presenza destabilizzi Caterina. L’allergia, secondo i medici, è anche psicosomatica. Basta un po’ di tensione e le torna lo sfogo. Vuoi assumerti tu la responsabilità per la salute di mia figlia?

— No, certo che no, però… — balbettò Ilaria. Era un ricatto evidente, quasi grossolano, ma funzionava. — Raffaele, parliamo di dieci giorni. Pensavo andassimo dai miei, alla casa in campagna. Il nonno chiedeva di noi…

— Tuo nonno se ne farà una ragione — tagliò corto lui. — E da tua madre non ci vai.

— Scusa? Per quale motivo? — chiese lei, sinceramente sorpresa.

— Perché lo dico io. Non voglio che tu passi le giornate ad agitarti ascoltando i lamenti di tua madre. Resta qui, occupati delle tue composizioni con i fiori secchi. Riposati. Tornerò quando le feste saranno finite. Consideralo un regalo: una pausa totale dalle incombenze domestiche.

Le si avvicinò, sfiorandole la guancia con un bacio distratto, freddo come un timbro apposto su una pratica difettosa, poi prese il cappotto e si avviò verso l’ingresso. Ilaria rimase al centro del soggiorno, come dimenticata. Nell’aria persisteva l’odore del suo dopobarba, mescolato a quello del cuoio costoso delle scarpe. Raffaele lavorava come negoziatore per una grande azienda logistica, specializzata nell’importazione di legni rari destinati a yacht di lusso. Per lui l’aspetto era uno strumento professionale, al pari della parlantina elegante e calibrata.

La porta d’ingresso si chiuse con un tonfo. Ilaria si lasciò cadere sul divano. Nella mente le ronzava un pensiero ostinato: «È solo un padre premuroso. Ama sua figlia. Devo essere ragionevole. Devo capire». Cercava di convincersi che non stesse accadendo nulla di grave, che i suoi sospetti fossero frutto di insicurezza e fantasia. Costanza rappresentava il passato; lei, Ilaria, il presente. Raffaele aveva scelto lei, l’aveva sposata. Bastava sopportare. Aspettare ancora un po’.

I tre giorni successivi trascorsero come immersi in una nebbia appiccicosa. Tentò di lavorare. Il suo laboratorio, ricavato in una delle stanze dell’ampio appartamento, era invaso da stampi, sacchi di gesso e mazzi di piante essiccate. Realizzava bassorilievi botanici: grandi impronte di fiori e foglie, impressi nel gesso bianco come se il tempo li avesse pietrificati. Era un’arte che richiedeva pazienza infinita e una calma quasi meditativa. Ma le sue mani sembravano aver perso memoria. L’argilla si induriva troppo in fretta, il gesso o colava liquido e torbido oppure si rapprendeva prima del previsto.

Quando Susanna Lombardi passò per un caffè, ascoltò il racconto con gli occhi sgranati.

— Ilaria, fammi capire: ti ha proibito di andare da tua madre?

— Dice che lì finirei per suggestionarmi…

— E restando chiusa in casa, invece, raggiungi l’illuminazione? — ribatté Susanna, ruotando l’indice accanto alla tempia. — Svegliati. Tuo marito parte con l’ex moglie per tutte le feste e tu accetti i domiciliari. Caterina sarebbe allergica a cosa, esattamente? Alla tua esistenza?

— Non essere crudele… Costanza è pur sempre la madre di sua figlia.

— Costanza è la stessa che due anni fa l’ha messo alla porta con una valigia, perché aveva trovato qualcuno di più promettente. Adesso quel tipo è sparito e Raffaele, nel frattempo, ha fatto carriera, ha comprato un’auto nuova e si veste come un dirigente — anche grazie a te. E guarda caso lei riscopre l’importanza del padre. Ilaria, lui è già un mese che va da lei con la scusa di “portare medicine”.

Quelle parole rimasero sospese tra loro, pesanti, mentre un dubbio più concreto iniziava lentamente a prendere forma nella mente di Ilaria.

Continua l’articolo

Amore o Soldi