“Devo partire per lavoro con urgenza. Potresti occuparti di Luca per un paio di settimane… forse anche di più?” chiese Giulia con voce incerta, lasciando la madre con il sospetto che nascondesse qualcosa

Quell'assenza improvvisa era profondamente ingiusta.
Storie

Sabato pomeriggio, quando mia figlia Giulia Fabbri si è presentata all’improvviso davanti alla mia porta con il piccolo Luca Pellegrini, ho avuto la netta sensazione che qualcosa, dentro di me, si spostasse come un pavimento che cede. Era sempre stata impulsiva, capace di decisioni prese su due piedi, ma quella volta l’aria era diversa.

La vitalità che di solito la precedeva come una scia luminosa sembrava svanita. Aveva il volto smorto, lo sguardo spento, come se stesse combattendo una battaglia silenziosa contro pensieri troppo pesanti. Le rughe sulla fronte, che ricordavo leggere e rare, apparivano più marcate, e un’inquietudine sottile mi attraversò immediatamente: c’era qualcosa che non andava.

«Mamma, devo chiederti un favore», disse con voce incerta, quasi rotta dall’emozione. Posò con delicatezza Luca a terra; lui, ignaro della tensione tra noi, corse verso il soggiorno con l’entusiasmo di sempre, senza voltarsi indietro.

«Dimmi, tesoro. Cos’è successo?» domandai, mentre il cuore iniziava a battermi più forte. La osservavo con attenzione, cercando di decifrare quel velo di tristezza che non le avevo mai visto addosso. Avevo la sensazione che mi stesse nascondendo qualcosa di importante.

Giulia evitò i miei occhi e trascinò lungo il corridoio una valigia blu. «Devo partire per lavoro con urgenza. Potresti occuparti di Luca per un paio di settimane… forse anche di più?»

«Di più?» ripetei, quasi senza voce.

Lei, che non si era mai separata da suo figlio più del necessario, ora parlava di un’assenza prolungata. «Che tipo di viaggio è?» chiesi con cautela.

«Solo lavoro», rispose troppo in fretta, tormentandosi nervosamente il manico della borsa. «Non preoccuparti.»

Ma dentro di me l’inquietudine continuava a crescere, e capii che quella partenza nascondeva molto più di quanto fosse disposta ad ammettere.

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