— Alessia, ti hanno annullato le ferie — annunciò Stefano Medici mentre cenavano, con un sorrisetto compiaciuto che tradiva una certa soddisfazione. Era evidente che stesse assaporando la scena. — Ho comprato io il soggiorno al mare per mia madre. Ha passato la vita a sognarlo, capisci? È giusto che ci vada lei al tuo posto. Se lo merita davvero.
Alessia Sorrentino sollevò lo sguardo dal piatto con lentezza studiata e fissò il marito a lungo, come se volesse leggergli dentro. Non replicò subito. Dopo qualche secondo, sulle sue labbra comparve un sorriso inatteso: non ironico, non amaro, ma incredibilmente calmo.
Fu proprio quella calma a destabilizzare Stefano. Si era preparato mentalmente a una scenata furibonda, a urla, accuse, magari persino a qualche stoviglia lanciata contro il muro. Invece niente. Solo silenzio. E quel sorriso indecifrabile.
— Quindi… non ti dà fastidio? — domandò di nuovo, questa volta con meno sicurezza. — Sul serio?
— Ma figurati, amore — rispose lei con dolcezza, continuando a mangiare come se la notizia fosse irrilevante. — Se tua madre ha sempre desiderato vedere il mare, è giusto che realizzi il suo sogno. Non potrei essere più d’accordo.

Stefano rimase interdetto. Da dove arrivava tutta quella serenità quasi angelica? Possibile che l’avesse presa così bene? Un senso di sollievo gli sciolse le spalle. “In fondo — pensò compiaciuto — Alessia è una donna ragionevole.”
Tre giorni dopo, Renata Serra partì raggiante per la Turchia: costume nuovo di zecca, valigia stracolma fino all’orlo e un entusiasmo incontenibile stampato in volto. Non smetteva di chiacchierare.
— Guardami, Alessia, questo cappello mi sta d’incanto, vero? L’ho quasi strappato a Ornella Gallo, e non ho alcuna intenzione di restituirglielo — che rosichi pure! Stefano, figlio mio, grazie di cuore. Sei un uomo come si deve. E tu, cara, non essere troppo triste. Anche se… — ridacchiò maliziosa — magari ti verrà qualche scrupolo pensando che io mi godo la brezza marina mentre tu resti chiusa in questo appartamento afoso.
L’umorismo di Renata era sempre stato discutibile, ma Alessia si limitò ad annuire, mantenendo quell’espressione serena.
Quella sera Stefano si sistemò davanti alla televisione con una birra in mano, godendosi la partita. Si sentiva soddisfatto: aveva reso felice sua madre e, sorprendentemente, aveva evitato qualsiasi conflitto domestico. “Ecco cos’è una famiglia matura” rifletté tra sé. “Tutto sotto controllo.”
Poi, però, qualcosa cambiò.
La sera successiva Alessia non rientrò. Il cellulare squillava a vuoto. Solo verso mezzanotte Stefano iniziò a preoccuparsi davvero. Andò in bagno quasi per caso e notò un dettaglio che gli fece gelare il sangue: lo spazzolino di lei non c’era più. Con un tuffo al cuore corse verso l’armadio e lo spalancò di scatto: metà dei vestiti di Alessia era sparita, come se qualcuno li avesse portati via con metodo e decisione, lasciando dietro di sé un silenzio inquietante che annunciava conseguenze tutt’altro che tranquille.
