“Avete comprato casa? Benissimo! Allora abbiamo già deciso: quest’estate la passiamo da voi, tutti insieme” annunciò Teodora Mariani appoggiando le mani sul tavolo mentre Elena restava senza parole

Questa scelta apparentemente felice è profondamente ingiusta.
Storie

— Si vedrà — rispose Valentina Bianco con una leggerezza studiata. — I bambini insistevano da giorni: volevano assolutamente vedere la casa.

Il figlio maggiore era già partito di corsa verso il capanno, mentre la più piccola si alzava sulle punte per sbirciare attraverso i vetri delle finestre.

— Nel capanno no, per favore — li richiamò Elena De Santis. — Ci sono attrezzi, chiodi, cose pericolose.

Valentina fece un gesto vago con la mano, come se la preoccupazione fosse eccessiva.

— Ma figurati, stanno attenti.

Elena, però, non si fidò. Raggiunse i bambini, li riportò indietro con calma e chiuse il capanno a chiave. Intanto Andrea Fontana trascinava in casa le borse che i parenti avevano portato, senza capire bene se contenessero un pranzo, una merenda o l’inizio di un trasloco.

Gli ospiti si ambientarono in pochi minuti, come se quella casa fosse già stata messa a loro disposizione. Paolo Gentile percorse il perimetro del giardino, studiando la recinzione e cercando il punto migliore dove piazzare il barbecue. Stefano Catalano ispezionò i meli con aria competente e annunciò che almeno due rami andavano tagliati al più presto. Valentina, invece, entrò nelle stanze senza troppe cerimonie: guardò entrambe le camere, aprì una porta, poi l’altra, e alla fine domandò quale fosse quella destinata agli ospiti.

— Non abbiamo una vera camera per gli ospiti — spiegò Elena.

— E questa allora?

Valentina indicò la stanza più piccola, dove al momento Elena e Andrea avevano sistemato scatoloni, secchi di pittura, assi, attrezzi e materiali comprati per i lavori.

— Quella dovrebbe diventare lo studio di Andrea — disse Elena.

— La scrivania può andare benissimo vicino alla finestra. E un divano letto ci starebbe, per quando qualcuno si ferma a dormire.

— Non abbiamo ancora deciso come arredarla.

Valentina sorrise con indulgenza, come se Elena avesse semplicemente bisogno di essere guidata verso la soluzione più ovvia.

— Ti sto solo suggerendo un’idea pratica.

Elena preferì non rispondere. Tornò in cucina e cominciò a sistemare sul tavolo quello che gli ospiti avevano portato: pane, frutta, qualche confezione di biscotti, una bottiglia di succo e altre cose messe insieme senza un vero ordine.

Dopo il tè, Teodora Mariani guardò uno per uno i presenti e arrivò finalmente al punto. Lo fece con il tono sereno di chi non sta chiedendo un favore, ma comunicando una decisione già presa.

— Insomma, avete comprato casa. Benissimo. Noi, in famiglia, abbiamo pensato di passare l’estate qui da voi.

Lo disse quasi allegramente, aspettandosi che Andrea annuisse subito e magari aggiungesse che era un’ottima idea.

Elena fissò per un istante la finestra. Mancavano ancora diverse settimane alla fine di agosto, ma dall’intonazione della suocera capì che non si trattava soltanto di quell’estate. Nella testa dei parenti, quella casa era già diventata il luogo delle vacanze future, dei fine settimana, delle grigliate, delle visite lunghe e di ogni stagione a venire.

— Chi l’ha deciso, esattamente? — chiese Elena.

— Ne abbiamo parlato nella chat — rispose Valentina con naturalezza. — Mamma e papà verrebbero durante la settimana, noi con i bambini ci organizzeremmo a periodi. Paolo ad agosto deve lavorare per un po’, quindi farà avanti e indietro con la città.

— Quale chat? — domandò Andrea, alzando di scatto la testa.

Valentina scrollò le spalle.

— Ne abbiamo creata una a parte, di famiglia. Così non riempivamo quella generale con mille messaggi.

— E io perché non ci sono? — chiese lui.

— È nata al volo, Andrea. Non farne una tragedia.

Elena appoggiò lentamente la tazza sul tavolo.

— Quindi avete organizzato l’uso di casa nostra senza coinvolgere noi due?

— Non metterla così — intervenne Teodora, irrigidendosi. — Nessuno vuole impadronirsi della vostra casa. Vogliamo solo stare un po’ insieme, vicino a voi.

Si alzò dalla sedia e, come se stesse già prendendo le misure per sistemare i bagagli, si avvicinò al corridoio.

— Io e Stefano prenderemo la camera accanto alla cucina. Di notte per noi è scomodo attraversare tutta la casa. Valentina con i bambini può stare nell’altra stanza. Paolo, se serve, si porta una brandina.

Elena si voltò verso il marito.

Andrea sbatté le palpebre, confuso, poi guardò sua madre.

— E noi dove dovremmo dormire?

Teodora rispose come se la soluzione fosse perfino romantica.

— Siete giovani. Si può montare una bella tenda in giardino. Ad agosto fa caldo.

Per alcuni secondi Andrea non riuscì a dire nulla.

— Mi stai proponendo di lasciare la nostra camera? — domandò infine, scandendo le parole. — In casa nostra?

— Non per tutto il tempo — precisò Teodora. — Ci si può alternare. E poi voi avevate detto che volevate dedicarvi al terreno, no? Stando fuori vi viene anche più comodo.

Valentina sostenne subito la madre.

— I bambini hanno i loro orari, non possono dormire in tenda. Per voi, invece, può essere come una specie di campeggio. Un po’ di aria aperta fa bene.

Elena osservò il volto di Andrea. Lui aveva già socchiuso la bocca, pronto a pronunciare la frase che lei conosceva fin troppo bene: “Va bene, troveremo una soluzione”. Lo capì dalla piega tirata del sorriso, dal respiro preso troppo in fretta, da quell’espressione di chi preferisce cedere pur di non affrontare una discussione.

In passato atteggiamenti simili avevano riguardato una cena, un viaggio rimandato, un programma per le feste cambiato all’ultimo minuto. Piccole rinunce, fastidiose ma sopportabili. Stavolta, però, Andrea stava per consegnare ai parenti la casa per cui loro due avrebbero pagato il mutuo ancora per anni.

Elena si alzò prima che lui potesse parlare.

— Aspettate un momento.

Andò in camera da letto e tornò con la sua agenda. Dentro c’erano liste della spesa, scadenze, appunti sui lavori, preventivi, conti fatti e rifatti per capire come arrivare serenamente ai mesi successivi.

La posò davanti a sé, aprì una pagina segnata da un post-it e prese una penna.

Teodora la guardò con diffidenza.

— Che cos’è?

— Il prospetto delle spese della casa.

— E a noi che cosa dovrebbe interessare?

— Se avete intenzione di vivere qui per tutta l’estate, è giusto che sappiate quanto costa mantenere questa casa.

Paolo smise di guardare fuori, dove fino a un attimo prima stava valutando l’angolo per il barbecue, e tornò a sedersi al tavolo.

Elena fece scorrere l’indice lungo le righe.

— Rata del mutuo. Assicurazione. Corrente elettrica. Acqua. Raccolta dei rifiuti. Tassa sulla casa. Manutenzione degli impianti. Spese per il giardino. Materiali per i lavori che stiamo facendo.

— Scusa, ma cosa c’entra la ristrutturazione con il nostro arrivo? — chiese Valentina, già sulla difensiva.

— C’entra eccome. Se qui si aggiungono sei persone per settimane, i lavori rallentano o si fermano. La stanza dove ora ci sono i materiali l’avete appena assegnata a qualcuno per dormire. Quindi dovremo spostare tutto, riorganizzare gli spazi e allungare i tempi.

Stefano si schiarì la voce.

— Possiamo dare una mano noi.

— Benissimo — disse Elena, senza alzare il tono. — Allora, oltre alle camere, mettiamo per iscritto anche i compiti.

Voltò pagina.

— Taglio dell’erba, cura delle piante, pulizia dopo i bambini, spesa, preparazione dei pasti, pulizia del bagno, consumo di acqua e luce. Paolo vuole montare un barbecue grande, quindi bisogna prevedere legna o carbone, pulizia della zona e attenzione alla sicurezza.

Paolo si raddrizzò sulla sedia.

— Al barbecue ci penso io.

— Perfetto. Lo segno.

Lui aggrottò la fronte, ma non aggiunse altro.

Elena fece rapidamente due conti. Non parlò del valore della casa, né del reddito suo e di Andrea. Non mise sul tavolo questioni personali. Si limitò a indicare le uscite obbligatorie e i costi che sarebbero aumentati con la presenza continuativa di tante persone.

Poi sollevò lo sguardo.

— Se venite tutti insieme e restate fino alla fine di agosto, la vostra quota sarà circa un terzo delle spese correnti della casa per quel periodo. La spesa alimentare ognuno la gestisce per sé. I consumi extra di acqua ed elettricità si pagano a parte. E i lavori non si interrompono: di giorno le stanze devono rimanere libere.

Amore o Soldi