“Dopo il divorzio mia madre verrà a vivere qui” dichiarò Claudio, lasciando Chiara attonita nella loro cucina

È vergognoso e ingiusto, mi sento tradita.
Storie

Tutto il peso pratico, invece, sarebbe ricaduto su di me: cambiare indirizzo, cercare un altro posto, fare scatoloni, trasportare mobili, rimettere insieme una vita quotidiana da zero.

E, cosa ancora più assurda, quel progetto così comodo per loro si reggeva interamente sul mio appartamento.

— Il comò, per ora, lasciatelo com’è — dissi, trattenendo la voce il più possibile. — Nessuno ha approvato il trasferimento di sua madre qui.

Claudio Mariani aggrottò la fronte, come se fossi stata io a introdurre un elemento irragionevole nella conversazione.

— E allora cosa dovrei fare, secondo te? Andare in affitto quando c’è già questa casa?

— Questa casa ce l’ho io, Claudio. Non tu.

— Ci vivo da sette anni.

— Lo so benissimo.

A quel punto intervenne Renata Moretti, con quel tono paziente che usano le persone convinte di essere già dalla parte della ragione.

— Nessuno ti sta togliendo niente. Si può anche separarsi senza fare guerre. A Claudio qui viene comodo, a me pure. Tu sei giovane, troverai senza problemi una sistemazione adatta.

La guardai.

— Quindi separarsi civilmente significa che la comodità resta a voi, mentre il trasloco tocca a me.

Renata Moretti infilò il metro nella borsa con un gesto secco, contrariata. Prima di uscire, disse al figlio che ne avrebbero riparlato con calma.

Con me, evidentemente, non aveva più intenzione di discutere nulla.

Due giorni dopo, Claudio mi mandò il link di un annuncio: un bilocale piccolo, in un’altra zona della città.

Sotto aveva scritto:

“Dagli un’occhiata. Per te da sola è più che sufficiente.”

Aprii le fotografie.

Era un appartamento qualunque. Una stanza, una cucina, un ingresso stretto. Mi ritrovai a controllare la distanza dalla fermata, a immaginare dove avrei potuto sistemare la scrivania, se ci fosse abbastanza luce, se gli armadi sarebbero entrati.

La sera stessa salvai anche altri annunci simili.

Ancora adesso faccio fatica a spiegarmi perché mi fossi messa davvero a cercare. Forse, quando due persone per giorni si comportano come se una decisione fosse già stata presa, finisci quasi per chiederti in che modo adattarti, invece di domandarti se quella decisione ti riguardi davvero.

Claudio vide gli annunci aperti sul mio telefono e si rasserenò subito.

— Vedi? — disse. — Soluzioni normali ce ne sono. Basta non fissarsi per forza su un quartiere.

Lo fissai in silenzio.

Lui, però, si rifiutava categoricamente di cambiare zona proprio perché ci era abituato.

E non si accorgeva nemmeno della contraddizione.

Il giorno dopo chiusi tutti gli annunci e tirai fuori i documenti dell’appartamento.

Il contratto era rimasto per anni in mezzo ad altre carte. Non avevo certo bisogno di rileggerlo ogni mese per ricordare quando avevo comprato quella casa.

2015.

Noi ci eravamo sposati nel 2019.

Quello stesso giorno chiesi una consulenza e mi feci spiegare come muovermi. Mi dissero l’essenziale: procedere con il divorzio senza perdere la calma, tenere in ordine ogni documento e non prendere iniziative improvvisate. Se Claudio non avesse voluto andarsene spontaneamente, la questione si sarebbe affrontata attraverso i canali previsti.

Mi bastò.

Rientrai a casa e cancellai tutti gli annunci che avevo salvato.

La sera fu Claudio a chiedermelo:

— Allora? Hai trovato qualcosa di adatto?

— Sì.

Si fece subito attento.

— In che zona?

— In questa.

— Non ho capito.

— Resto qui. Il nuovo appartamento, adesso, lo cerchi tu.

Claudio rimase a fissarmi per qualche secondo.

Amore o Soldi