“Dopo il divorzio mia madre verrà a vivere qui” dichiarò Claudio, lasciando Chiara attonita nella loro cucina

È vergognoso e ingiusto, mi sento tradita.
Storie

— Dopo il divorzio mia madre verrà a vivere qui — dichiarò Claudio Mariani. — La cameretta la svuoterai del tutto. Se qualche mobile ti serve, te lo porterai via.

Rimasi a fissare mio marito per alcuni secondi, cercando di capire in quale momento una conversazione sulla fine del nostro matrimonio si fosse trasformata in un piano per cacciarmi da casa mia.

— E dove dovrei portarli, questi mobili?

Claudio posò il telefono sul tavolo e mi rispose con un fastidio già evidente nella voce:

— Chiara, dobbiamo ricominciare da capo? Io resto qui, mia madre viene da me. Tu ti trovi un appartamento più piccolo. Da sola, due stanze non ti servono comunque.

Eravamo seduti nella cucina dell’appartamento che avevo comprato nel 2015. Ci eravamo sposati nel 2019 e, dopo le nozze, era stato Claudio a trasferirsi da me.

Per anni avevo chiamato quel posto “casa nostra”. Non mi era mai venuto in mente di ricordargli che, sui documenti, il nome del proprietario era uno solo.

A quanto pare, però, lui da quel silenzio aveva tratto conclusioni tutte sue.

— Perché dovresti essere tu a restare? — gli chiesi.

Mi parlò con l’aria di chi sta spiegando una banalità, qualcosa che chiunque avrebbe dovuto capire al volo:

— Perché vivo qui da sette anni. Ho il lavoro vicino, la palestra a due passi, conosco i negozi della zona. Tu lavori da casa. Che differenza ti fa dove stai? Anche mamma dice che è la soluzione più sensata.

— Ne hai già parlato con tua madre?

— Certo. Dopo il divorzio si trasferirà qui.

Il nostro matrimonio non era ancora finito nemmeno a parole, e loro avevano già stabilito dove sarei andata io, dove sarebbe rimasto Claudio e quale stanza sarebbe toccata a Renata Moretti.

Il giorno seguente mia suocera si presentò di persona.

Stavo lavorando nella stanza piccola quando sentii la sua voce arrivare dal corridoio:

— Claudio, passami il metro. Se Chiara porta via la scrivania, il comò qui ci sta di sicuro.

Uscii immediatamente.

Renata Moretti era ferma accanto alla parete e misurava lo spazio libero. Claudio, con il telefono in mano, annotava i numeri come se fosse tutto già deciso.

— Si può sapere che state facendo? — domandai.

Mia suocera si voltò verso di me con una tranquillità disarmante.

— Controlliamo quali dei miei mobili possono entrare qui. Mi dispiacerebbe lasciare il comò. Le librerie, invece, le prenderai tu: ti servono per lavorare.

— Le prenderò dove?

Lei aggrottò la fronte, sinceramente contrariata.

— Nel tuo nuovo appartamento. Claudio mi ha detto che avevate già sistemato la questione.

— L’ha sistemata Claudio.

Mio marito intervenne subito:

— Chiara, ieri ne abbiamo parlato.

— No. Ieri mi hai comunicato un progetto già pronto.

Renata Moretti richiuse il metro e assunse un tono conciliante:

— Ma perché litigare sulle parole? Tanto vi separate. Claudio è abituato a vivere qui. Per te sarà più semplice trovare un’altra sistemazione.

Abbassai lo sguardo sul metro che stringeva in mano.

— E lei per quale motivo dovrebbe trasferirsi da Claudio?

La domanda parve perfino sorprenderla.

— Voglio mettere a frutto il mio appartamento. Che senso ha lasciarlo vuoto? Io starò qui con mio figlio, e di là ci penseranno gli inquilini. Conviene a tutti.

A quel punto il loro piano mi apparve in tutta la sua chiarezza.

Claudio conservava il quartiere, le abitudini e l’appartamento. Renata Moretti si trasferiva dal figlio e otteneva anche un vantaggio personale.

Amore o Soldi