“I pasti gratis sono finiti!” gridò Claudia, bloccando le carte e intimando al marito di andare a guadagnarseli da solo

È ingiusto, devastante, eppure stranamente familiare.
Storie

Avvolta nella sua immancabile vestaglia, Margherita Marchetti entrò con l’espressione tragica di chi sta per recitare il monologo finale a teatro.

— Claudietta, capisco tutto, sei stanca, sei nervosa. Però certe cose non si fanno così, da un minuto all’altro! Siamo una famiglia!

— Una famiglia decide insieme — ribatté Claudia. — Quando invece prelevate cinquecento euro senza chiedermi nulla, quello si chiama furto.

— Mi stai accusando di rubare? — Margherita spalancò le braccia, indignata. — Io ho sempre agito per il bene della famiglia!

— Per il bene della figlia di tua sorella — precisò Claudia. — La famiglia, in questa casa, siamo io, Luca e te. Tua nipote può occuparsi da sola dei suoi debiti.

— Sei crudele — singhiozzò la donna. — Hai il cuore di pietra.

— No. Ho solo finito la pazienza.

Luca, vedendo la madre in piena rappresentazione, decise di rincarare la dose.

— Quindi, Claudia, se pensi di comandare solo tu qui dentro, ti sbagli di grosso. Questo appartamento è anche mio. Metà è mia.

— E allora? — Claudia posò la tazza sul tavolo. — Metà tua, metà mia. Peccato che le spese le paghi tutte io.

— Vorresti dire che sono un mantenuto? — Luca cominciò ad arrossire dalla rabbia.

— Non vorrei dirlo. Lo sto dicendo apertamente — rispose lei, calma.

— Se avessi voluto, avrei già trovato lavoro da un pezzo! — sbottò lui. — Solo che non ho intenzione di umiliarmi per quattro soldi.

— Ah, però chiedere a tua moglie i soldi per comprarti il telefono non ti umilia? — domandò Claudia con un sorriso appena accennato.

— Mi prendi in giro.

— No, Luca. Ti sto solo mostrando la realtà.

A quel punto Margherita perse il controllo e batté il palmo sul tavolo.

— Basta con questa sceneggiata! Devi capire che per gli uomini adesso è difficile. Non si trova un lavoro dignitoso. Tu invece guadagni bene, quindi non hai proprio motivo di lamentarti.

— Mamma, nemmeno tu lavori — osservò Claudia, voltandosi verso di lei. — Per quale ragione dovrei mantenere due adulti contemporaneamente?

— Perché tu sei giovane, forte, piena di energie. Io ormai ho una certa età. Ho diritto a riposarmi.

— Una certa età? — Claudia sgranò gli occhi. — Cinque anni fa sei andata a Bari con la tua amica e ballavi in discoteca fino all’alba. Hai più energia di me.

Luca si lasciò sfuggire una risata, ma lo sguardo della madre lo zittì all’istante.

— E allora? Ha ballato, quindi? — borbottò. — Ne aveva il diritto.

— Certo — annuì Claudia. — Con i soldi suoi, non con i miei.

Il silenzio tornò a calare nella cucina. Persino il frigorifero sembrò smettere di ronzare.

— Bene — disse infine Margherita, tirando le labbra in un sorriso teso. — Va bene. Se vuoi fare la donna tutta principi e regole, ci arrangeremo da soli.

Claudia si irrigidì dentro. Conosceva fin troppo bene quel “da soli”. Significava che, nel giro di qualche giorno, sarebbero arrivati pianti, telefonate, frasi studiate per farla sentire in colpa: “Non abbiamo pane”, “Non ci sono soldi per la farmacia”, “Vuoi lasciarci morire di fame?”

E infatti andò esattamente così.

La sera, rientrando dal lavoro, Claudia trovò un biglietto sul tavolo della cucina.

“Non c’è pane. Non ci sono soldi. Almeno abbi pietà del bambino, siamo qui senza mangiare.”

Firmato: “mamma e Luca”.

Claudia lesse quelle righe con una smorfia.

— Pietà del bambino? — mormorò. — Del bambino di quarantadue anni? Questo non è un bambino, è un pensionato in tuta.

Cinque minuti dopo Luca rientrò e, senza nemmeno togliersi le scarpe, attaccò con la sua recita.

— Claudia, ma ti rendi conto di cosa stai facendo? Non ho mangiato niente tutto il giorno. Neanche mamma.

— E perché dovrebbe essere un problema mio? — fece lei, scrollando le spalle. — I negozi sono pieni di annunci di lavoro. Vai, lavori, compri il pane.

— Stai scherzando? Io sono un ingegnere! — protestò Luca. — Mettermi alla cassa sarebbe umiliante.

— Chiedere soldi a tua moglie invece no?

— È diverso! Noi siamo una famiglia!

— Famiglia non significa che uno si ammazza di lavoro mentre gli altri due si riposano — disse Claudia. — Basta così, Luca. Usa la testa.

Lui tacque. Il volto gli si fece scuro, duro.

— D’accordo — disse piano. — Se credi che io non sappia cavarmela, lo vedremo.

Poi uscì sbattendo la porta.

Claudia rimase sola in cucina e, per la prima volta dopo anni, ebbe la sensazione che qualcosa stesse davvero cambiando. Eppure non riusciva a sentirsi tranquilla. Li conosceva troppo bene: né Luca né sua madre avrebbero rinunciato tanto facilmente.

“Va bene,” pensò. “Se il rubinetto dei soldi è chiuso, resta chiuso.”

Il terzo giorno dopo il blocco delle carte, nell’appartamento cominciò a caricarsi un’aria strana, come prima di un temporale.

Amore o Soldi