“I pasti gratis sono finiti!” gridò Claudia, bloccando le carte e intimando al marito di andare a guadagnarseli da solo

È ingiusto, devastante, eppure stranamente familiare.
Storie

Che spende il mio stipendio come se fosse il suo, aiuta perfino i parenti, e io dovrei pagare tutto e stare zitta?

— Stai ingigantendo la cosa — rispose Luca con una calma irritante, allungando di nuovo la mano verso il telefono. — Si può sistemare tutto.

— Certo che si può sistemare — annuì Claudia, con un sorriso amaro. — Chissà perché, però, alla fine sono sempre io quella che deve sistemare.

Posò la tazza nel lavello con troppa forza. Il colpo rimbalzò tra le pareti della cucina minuscola come uno sparo.

— Claudia, cara… — intervenne la suocera, con quel tono finto conciliante che le faceva venire i nervi a fior di pelle. — Siamo pur sempre una famiglia. È un momento complicato, ma vedrai che le cose si aggiusteranno.

— Quando? — Claudia alzò lo sguardo su di lei. — Quando avrò sessant’anni e lavorerò ancora dopo la pensione per mantenervi tutti e due sul divano?

Nessuno trovò una risposta.

Claudia inspirò a fondo. Un pensiero le attraversò la mente, netto e sgradevole.

“Forse la colpa è mia. Li ho abituati così. All’inizio era solo un aiuto, poi un altro, poi un altro ancora… e adesso mi ritrovo a mantenere due adulti che non fanno nulla e lo considerano perfettamente normale.”

Il telefono vibrò sul tavolo: promemoria della rata del mutuo in scadenza. Claudia lesse la notifica e sentì lo stomaco stringersi.

— A proposito — disse all’improvviso, ricordandosene — chi ha prelevato ieri cinquecento euro dalla mia carta?

Luca sollevò le sopracciglia, sinceramente o fingendo sorpresa.

— Io no. Non ho accesso al tuo conto.

Margherita Marchetti tossicchiò e abbassò gli occhi sul piatto.

— Margherita? — La voce di Claudia si fece gelida.

— Ecco… sai com’è… mia nipote ha dei problemi. Si è messa nei guai con dei debiti. E noi siamo famiglia, bisogna aiutarsi.

— Quale nipote? — Claudia dovette trattenersi per non urlare. — Io ho un mutuo, le bollette, le spese di casa. Non ti è nemmeno passato per la testa di chiedermelo?

— Claudia, tesoro — disse la suocera in modo mellifluo, quasi carezzevole — tu adesso non riesci a capire. È solo una cosa temporanea. Te li restituiremo.

— Voi? Mi restituirete i soldi? — Claudia scoppiò a ridere, ma era una risata spezzata, tanto che le salirono le lacrime agli occhi. — Tutti e due? Uno vive di scommesse e l’altra risolve i problemi degli altri con il denaro che non è suo. E sareste voi a ridarmi qualcosa?

— Sei diventata acida — mormorò Luca, scuotendo la testa con aria delusa. — Una volta non eri così.

— No, Luca. Ero esattamente così. Solo che prima tacevo.

Li guardò entrambi, uno dopo l’altra, e in quell’istante tutto le apparve di una chiarezza brutale: era arrivato il momento di cambiare le regole.

— Basta. La mangiatoia chiude qui — dichiarò, tirando fuori la carta dalla borsa. — Oggi blocco tutte le carte e metto i soldi dove non potrete toccarli. Da questo momento ciascuno vive con ciò che guadagna.

Luca rimase con la bocca socchiusa, come se avesse una replica pronta ma non riuscisse a darle voce. Margherita, invece, si portò le mani al petto con teatralità.

— Claudia! Ma sei impazzita? Siamo una famiglia!

— Appunto — ribatté lei, fredda. — Una famiglia dovrebbe sostenersi. Qui, invece, uno solo sostiene e gli altri si attaccano.

Si voltò e uscì dalla cucina, lasciandoli immersi in un silenzio compatto.

“L’ho fatto. L’ho detto davvero. Ora vediamo che succede.”

Dopo quella dichiarazione, la sera precedente, sulla casa era calato un mutismo pesante, quasi polveroso, come un vecchio lampadario che tutti temono di toccare perché potrebbe cadere da un momento all’altro. Claudia si era stesa in camera e per molto tempo aveva fissato il soffitto, cercando lì una risposta alla domanda più semplice e più spaventosa: e adesso? Ma la risposta, naturalmente, non era arrivata.

La mattina cominciò con porte sbattute e passi trascinati. Luca percorreva il corridoio in pantofole con ostentata lentezza, calcando apposta i talloni sul pavimento perché lei sentisse. Andò in soggiorno, tornò indietro, fece frusciare dei sacchetti, uscì di nuovo. Sembrava un fantasma con il mal di stomaco che vagasse senza pace per l’appartamento.

— Claudia — disse infine, rompendo quel teatrino. — Quindi eri seria? Hai nascosto i soldi?

Lei si stava versando il caffè.

— Non li ho nascosti. Li ho messi in un posto dove non potete arrivare. Si chiama proteggerli.

— Questo è un tradimento — attaccò Luca, trovando finalmente il tono dell’offeso. — Dopo tutto quello che c’è stato tra noi, mi tratti così?

— Dopo tutto quello che c’è stato? — Claudia inarcò un sopracciglio. — Intendi dopo due anni in cui mantengo te e tua madre?

— Sono tuo marito o no? — alzò la voce lui. — Ho dei diritti!

— Certo — rispose Claudia, senza scomporsi. — Sul tuo stipendio.

Proprio in quel momento, sulla soglia della cucina apparve Margherita Marchetti.

Amore o Soldi