“Stai buttando via i soldi di mio figlio in sciocchezze, e adesso avrai la decenza di spiegare dove finiscono!” tuonò la suocera, puntando il dito verso Marco

Quel lussuoso spreco è crudele e indegno.
Storie

Era stato un tono così duro, così privo di esitazioni, che Marco ricadde sulla sedia prima ancora di riuscire a raddrizzarsi del tutto.

Giulia abbassò di nuovo gli occhi sul telefono. Fece scorrere il dito dall’alto dello schermo, aprì il pannello rapido e selezionò l’icona per la condivisione.

Il grande televisore smart appeso alla parete ebbe un sussulto luminoso. Il campo da calcio verde sparì di colpo e, al suo posto, sui settantacinque pollici dello schermo comparve l’immagine del cellulare di Giulia.

— Che pagliacciata sarebbe questa? — domandò Costanza, stringendo gli occhi con diffidenza.

— Volevate un resoconto, no? — Giulia aprì l’app della banca. — Eccolo. Guardate pure. Visto che questa sera abbiamo deciso di fare confessioni e contabilità familiare davanti a tutti.

Sul televisore apparve la pagina principale del suo conto personale. Giulia entrò nella cronologia dei movimenti. In quelle dimensioni, ogni cifra sembrava enorme, netta, impossibile da ignorare.

Lo zio Orazio allungò il collo senza nemmeno accorgersene. La zia Adele si portò una mano alla bocca.

— Guardi bene, signora Costanza, — disse Giulia, toccando lo schermo del telefono; ogni suo gesto veniva riprodotto sul televisore. — Il venticinque di ogni mese. Lo vede questo addebito ricorrente? È la rata del mutuo. Se ne vanno quasi cinquecento euro.

— E allora? — ribatté la suocera, anche se la sua voce aveva perso un po’ della sicurezza di prima. — Marco te li manda e tu paghi. Comoda così, fai solo da cassiera!

— Davvero? — Giulia sorrise appena, senza calore. — Allora controlliamo. Apriamo i bonifici ricevuti da Marco sulla mia carta.

Digitò il nome del marito nella barra di ricerca.

La schermata si aggiornò. Nell’ultimo mese comparivano soltanto tre trasferimenti da parte di Marco. Importi ridicoli, roba da pochi euro. Nelle causali si leggevano frasi come: “per il pane”, “internet” e “aggiungi per il cibo del gatto”.

Costanza rimase con la bocca socchiusa. La spilla color ambra appuntata sul petto smise di sollevarsi al ritmo del suo respiro indignato.

— Che significa? — chiese, spostando lo sguardo confuso sul figlio. — Marco? E i soldi per la casa dove sono?

Marco si fece piccolo contro lo schienale, abbassò gli occhi e iniziò a tormentare con la forchetta le patate nel piatto.

— Mamma, è complicato… — riuscì a dire, con voce strozzata. — Al lavoro ci hanno tagliato i premi. Non raggiungiamo gli obiettivi. Il reparto è in crisi.

— Te li hanno tagliati due anni fa? — domandò Giulia con una calma gelida. — Perché sono esattamente due anni che non versi un solo euro per la casa.

Poi tornò alla lista generale delle spese, ancora proiettata sullo schermo.

— E questo, signora Costanza, è il pagamento delle utenze. Anche qui, una cifra tutt’altro che piccola. Sempre dalla mia carta. Questo invece è il supermercato: ogni fine settimana uno scontrino pesante. Una buona parte del mio stipendio da contabile da remoto finisce qui, nelle necessità di base della nostra famiglia. E gli stivali me li sono comprati con i soldi che ho guadagnato lavorando di notte sui bilanci degli altri.

La zia Adele lasciò uscire un sospiro rumoroso.

Amore o Soldi