“Troppo tardi quando? Quando mia madre sarà congelata in quella casa?” esplose Claudio, la voce che gli saliva di tono mentre accusava Serena di indifferenza

Insopportabile egoismo, crudele rifiuto di responsabilità.
Storie

Quell’anno, il Capodanno non avrebbe segnato un inizio. Sarebbe stato piuttosto una linea tracciata sul pavimento, il punto da cui misurare tutto il resto.

Claudio Pellegrini rientrò il cinque gennaio. Non il primo, non il secondo: proprio il cinque, quando l’euforia delle feste comincia già a sciogliersi e lascia addosso una stanchezza vischiosa, la sensazione sgradevole che qualcosa sia andato storto.

Aprì con le sue chiavi. Piano, senza far sbattere nulla, come se sapesse in anticipo che in quella casa ogni rumore di troppo sarebbe stato fuori posto.

— Sono tornato, — disse verso l’ingresso vuoto.

— Ti ho sentito, — arrivò la voce di Serena Ferrara dal soggiorno. — Togliti le scarpe.

Lui entrò, sistemò gli stivali con una cura quasi meccanica, come faceva un tempo, quando ancora pensava che quei piccoli gesti potessero servire a qualcosa. Appese anche il giubbotto con ordine. Non aveva nessuna borsa, nessun pacchetto, nessun regalo.

— Buon anno, anche se in ritardo, — mormorò, affacciandosi alla stanza.

— Anche a te, — rispose lei senza alzarsi dal divano. — Tua madre come sta?

— Bene, — disse lui troppo in fretta. — Un vicino le ha dato una mano con il riscaldamento. Per adesso.

— “Per adesso” è sempre stato il vostro modo di dire “ci penseremo poi”, — osservò Serena Ferrara. — Siediti, visto che sei venuto.

Claudio Pellegrini obbedì. Rimase qualche istante in silenzio, come se dovesse trovare il coraggio di pronunciare la prima parola.

— Serena Ferrara, — cominciò. — Dobbiamo parlarci. Senza urla. Da persone adulte.

— Non chiedo altro, — lei lo fissò senza abbassare gli occhi. — Non ho più voglia di alzare la voce. Voglio capire, una volta per tutte.

— Tu non sei più la stessa, — disse lui. — Prima eri più accomodante.

— No, — ribatté lei con calma. — Prima ingoiavo tutto.

— È la stessa cosa.

— No, Claudio Pellegrini. La pazienza ha un senso quando sai perché stai resistendo. Io invece sopportavo solo perché avevo paura dei litigi.

— E adesso non ne hai più?

— Adesso mi fa paura altro. Svegliarmi tra cinque anni e rendermi conto di aver vissuto una vita che non era la mia.

Lui distolse lo sguardo.

— Mamma dice che l’hai cancellata.

— Io non ho cancellato nessuno, — sospirò Serena Ferrara, stanca. — Ho solo smesso di voler vivere secondo il copione scritto da lei.

— È una donna anziana.

— Ha sessantacinque anni. Quando le conviene, ha più energia di noi due messi insieme.

— Sei ingiusta.

— Può darsi. Però sono sincera.

Claudio Pellegrini espirò bruscamente.

— Sai che cosa mi ha detto il primo gennaio?

— Posso immaginarlo.

— Mi ha detto: “Se scegli lei, perdi me”.

Serena Ferrara sollevò lentamente le sopracciglia.

— E sei venuto fin qui per riferirmelo?

— No, — lui scosse la testa. — Sono venuto perché ho capito che mi state mettendo davanti a una scelta. Tu e lei.

— Io non ti ho messo davanti a nessuna scelta, — disse Serena Ferrara, con voce più dura. — Ti ho solo indicato il punto oltre il quale non sono più disposta ad andare.

— E questa non sarebbe una scelta?

— No. Sono le condizioni della mia vita.

Lui serrò le labbra, ferito.

— Tu metti sempre te stessa al centro, — disse con amarezza. — E io? E mia madre?

— Qualcuno dovrà pure cominciare a mettere me al primo posto.

Amore o Soldi