— E avevi già dato per certa anche la mia nuova posizione.
— Pensavo che ti avrebbero promossa, tutto qui.
Sara spostò gli occhi sull’elenco dei file rimasti aperti. In fondo compariva una riga: “Prenotazione, via del Fiume, interno 116, Giada”.
— Apri quello.
Luca richiuse subito la finestra.
— È il contratto di Giada con l’impresa costruttrice.
— Ho detto: aprilo.
— Non capiresti comunque niente.
— Allora me lo spiegherai tu.
Lui abbassò di colpo lo schermo del portatile e ci posò sopra la mano, come se dovesse impedirle fisicamente di vedere.
— Adesso basta. Ti ho portato dei documenti e tu stai solo cercando un pretesto per litigare.
Sara notò allora la sua mano. All’anulare non c’era la fede. Sulla pelle era rimasta una traccia più chiara, segno che l’aveva tolta da poco.
— Dov’è l’anello?
Luca infilò la mano sinistra sotto il tavolo.
— In camera. Mi dava fastidio mentre lavoravo.
— Al computer?
— Che differenza fa?
Il telefono, nella tasca dei pantaloni, vibrò per un istante. Luca lo prese, lesse il messaggio e spense subito lo schermo.
— Fammi vedere — disse Sara.
— È un cliente.
— Giada?
— Non cominciare.
Sara non allungò la mano verso il suo cellulare. Prese il proprio. Cercò il messaggio che lui le aveva mandato quella mattina: c’era il numero della consulente della banca e una nota breve, “Salvalo, domani servirà”.
Premette il tasto di chiamata.
— Chi stai chiamando? — chiese Luca.
— La consulente.
— Riattacca.
Rispose una donna.
— Buonasera. Sono Sara Santoro. Mio marito mi ha detto che domani è fissato un incontro per una richiesta di mutuo. Mi ha indicata come coniuge e possibile cointestataria del finanziamento.
Luca si alzò di scatto.
— Sara, smettila.
Lei gli diede le spalle e si voltò verso la finestra.
— Non ho autorizzato l’inserimento dei miei dati nella pratica e non ho consegnato alcun documento. All’appuntamento non verrò. La prego di annotare che il mio reddito non deve essere preso in considerazione. Sì, esatto. No, non ho firmato nessuna domanda.
La consulente le fece ancora alcune domande, poi confermò che, senza di lei, la richiesta sarebbe stata valutata soltanto sul reddito di Luca. Di conseguenza, anche l’importo concedibile sarebbe cambiato.
Sara chiuse la chiamata.
— Ti rendi conto di quello che hai appena fatto? — domandò lui.
— Sì.
— Avrebbero potuto approvarci la casa.
— Non a noi.
— Ancora con questa storia!
— Dimmi che nome c’è sulla prenotazione.
— Che c’entra la prenotazione adesso?
— Dimmi il nome.
Luca distolse lo sguardo. Proprio in quel momento il cellulare vibrò di nuovo. Lui guardò lo schermo, ma non fece in tempo a capovolgerlo.
“Se domani non arrivano il certificato e i soldi, la prenotazione la danno ad altri. Me l’hai promesso.”
Il mittente era salvato come “Giada casa”.
Sara lesse tutto prima che lui appoggiasse il telefono a faccia in giù.
— Parla dell’anticipo — disse Luca. — Deve solo chiudere la trattativa.
— Perché le hai promesso i miei documenti?
— Ho promesso che avrei trovato una soluzione.
— Usando me.
— Usando le risorse della famiglia.
— A chi viene intestato l’appartamento?
Luca non rispose.
— A Giada? — insistette Sara.
— È una procedura un po’ più complicata.
— A chi?
— All’inizio a lei. L’impresa fa uno sconto ai dipendenti. Poi si sarebbe potuto fare il passaggio.
Sara richiuse la scatola della torta al miele. Nessuno dei due l’aveva neppure assaggiata.
— Volevi farmi diventare cointestataria di un mutuo per una casa che, almeno all’inizio, sarebbe risultata di un’altra donna?
— Non rigirare le cose. Sarebbe stato temporaneo.
— E perché non me l’hai detto?
— Perché avresti risposto di no al primo secondo.
— Quindi lo sapevi benissimo.
Luca andò alla finestra e tirò la tenda con un gesto brusco.
— Io stavo cercando di tirarci fuori da questo buco in affitto. Giada ha trovato l’occasione, ha ottenuto lo sconto, mi ha messo in contatto con la banca. Sì, tra noi c’è stato qualcosa. Ma adesso non è quello il punto.
— Per me, invece, è esattamente il punto.
— Con lei è praticamente finita.
— Oggi le hai detto che non mi ami.
— Ero arrabbiato.
— Con chi?
— Con tutti! Con te, con mia madre, con me stesso. Tu hai avuto la promozione e io sono al secondo mese senza incarichi seri. E adesso è saltato pure il mutuo.
Sara aprì la chat con Teodora Romano.
“Non rinnoverò il contratto per il mese prossimo. Libereremo l’appartamento entro la fine del periodo già pagato. Le consegnerò personalmente le chiavi.”
Rilesse il messaggio una volta sola, poi lo inviò.
— Che cosa le hai scritto? — chiese Luca.
Lei girò lo schermo verso di lui.
Luca lesse due volte, come se la seconda potesse cambiare il senso delle parole.
— Non puoi decidere da sola di lasciare la casa.
— Il contratto è intestato a me.
— E io dove dovrei andare?
