“Sono solo due dettagli,” disse Matteo Leone, spingendo la cartellina verso di me dall’altra parte del tavolo

È inquietante quanto la burocrazia possa tradire.
Storie

Prevedeva che la moglie si facesse carico in via principale della cura del bambino fino al compimento dei tre anni. Per quello stesso periodo, la moglie non avrebbe potuto avanzare richieste di risarcimento per mancati guadagni né per occasioni professionali perdute.

Richiusi la cartellina. Ci appoggiai sopra una mano, come per tenerla ferma.

— Matteo.

— Mh?

— Qui c’è scritto che, se avremo un figlio, io resterò a casa con lui per tre anni. E se nel frattempo perdo il lavoro, l’anzianità o possibilità di carriera, la questione riguarda solo me. Ho capito bene?

Lui sospirò. Era il sospiro di chi si prepara a spiegare l’ovvio a qualcuno che proprio non ci arriva.

— Chiara, dai. E come dovrebbe funzionare, secondo te? Tanto in maternità ci andresti comunque. Ci vanno tutte. Non l’ho inventato io, è così che va la vita. L’avvocato ha detto che è meglio metterlo nero su bianco, così poi non ci sono sorprese.

— L’avvocato di chi?

Ci fu un silenzio. Brevissimo, ma abbastanza netto da farsi sentire.

— Un conoscente di mia madre, — rispose Matteo Leone. — Perché?

Bianca Medici, finalmente, posò il telefono. Incrociò le mani sulle ginocchia e mi rivolse uno sguardo tranquillo, quasi affettuoso. Lo stesso sguardo che si riserva a una bambina che perde troppo tempo davanti a un compitino facile.

— Chiara cara, — disse. — Non devi montarti la testa per niente. Non è contro di te. È solo per fare le cose in modo pulito, familiare, onesto. A casa nostra ha sempre funzionato così: l’uomo provvede, la donna tiene insieme la casa. Matteo l’ho cresciuto da sola, quindi so bene di cosa parlo.

— Lei questo contratto lo aveva già visto? — chiesi. — Prima di oggi, intendo.

Le sue labbra si piegarono appena.

— Ho dato una mano a prepararlo. Altrimenti, diciamolo, tu ti saresti messa a capire tutti quegli articoli? Tu sei quella delle virgole, no?

Ecco. Le virgole.

Restai seduta, con la mano ancora sulla cartellina chiusa. Matteo finì il tè, si alzò e portò la tazza al lavello. Non la lavò: la lasciò lì e basta. Poi si voltò verso di me.

— Allora, firmiamo? La penna è lì. Alle sette ho un appuntamento, evitiamo di tirarla lunga.

Credevo che mi sarebbe salita la rabbia. Invece no. Mi sentii come se mi avessero consegnato un manoscritto spacciandolo per un romanzo, e dentro ci fosse tutt’altra storia; e l’autore, davanti a me, aspettasse solo che io mettessi il timbro “approvato per la stampa” perché leggere mi avrebbe annoiata.

Riaprii la cartellina, andando direttamente all’ultima pagina.

— Matteo, tu questo accordo lo hai letto davvero? Dall’inizio alla fine?

— Ti ho detto che è una cosa standard.

— Non è una risposta.

Lui rimase zitto per un istante.

— L’ho guardato. Le parti importanti. Mia madre e l’avvocato hanno controllato tutto, perché avrei dovuto perderci tempo?

— Quindi non l’hai letto.

— Chiara, ma perché ti stai scaldando così? — tornò a sedersi, adesso con un’espressione diversa. — Pensavo che avresti firmato e basta. Tu di solito… insomma, non ti piace litigare. È proprio questo che mi piace di te: con te si sta tranquilli.

— Tranquilli, — ripetei.

Tranquilli. Cioè comodi. Non faceva neppure lo sforzo di mascherarlo. Era convinto di potermi mettere davanti otto pagine, lasciarmi sfogliare due righe per formalità, farmi trovare parole come “appartamento” e “auto”, farmi concludere che fosse tutto equo e farmi firmare con una penna blu dal bordo dorato. Perché io ero quella delle virgole. Perché con me si stava tranquilli. Perché io, secondo lui, non avevo voglia di perdermi tra scartoffie noiose.

Da quattro anni leggo proprio scartoffie del genere per evitare che la gente firmi, senza accorgersene, documenti che non dovrebbe mai firmare. E lui me ne aveva infilato uno sotto il naso contando sul fatto che io fossi esattamente quel tipo di persona.

— Bianca Medici, — dissi. — Posso farle una domanda? Nel punto sei, quello in cui si dice che io non posso pretendere nulla per il reddito perso. È una formulazione sua o dell’avvocato?

Amore o Soldi