“Tu hai sempre quella faccia, come se avessi commesso chissà quale delitto!” esclamò nervoso e spinse via con un calcio la macchinina del bambino

Un gesto egoista, una fiducia gravemente tradita.
Storie

— Si perde sempre in mille sciocchezze.

Paola Bertolini si sistemò la tesa del cappello con un gesto secco.

— Te l’avevo detto, Riccardo: dovevamo partire senza di lei. Le lasciavamo il viaggio per l’anno prossimo e noi ce ne stavamo tranquilli al mare. Almeno mi scaldavo un po’ queste articolazioni.

— Mamma, adesso basta.

Riccardo Sala fece una smorfia, infastidito.

— Siamo già riusciti a organizzarci per miracolo.

Proprio allora, in mezzo alla folla, comparve una giacca familiare. Valentina Gentile avanzava verso di loro con passo sicuro. Al suo fianco, arrancando con le gambette corte e trascinando un trolley per bambini a forma di pinguino, c’era Andrea Bianco.

Riccardo rimase di sasso. Il sorriso che aveva appena abbozzato gli si congelò sulla faccia.

— Valentina? E lui che ci fa qui?

Lei si fermò a un metro dal marito. Non sembrava furiosa, né affranta. Aveva un’espressione calma, quasi distaccata.

— Come sarebbe? Parte per il mare.

Riccardo lanciò un’occhiata febbrile alla fila davanti al banco numero quarantadue. Alcune persone avevano già cominciato a voltarsi, attirate dal tono della discussione.

— Vale, ma sei impazzita?

Si avvicinò di scatto e abbassò la voce fino a trasformarla in un sibilo.

— Ne abbiamo parlato ieri! Lui non è nei biglietti! Te l’ho spiegato: abbiamo inserito mia madre nella prenotazione. Non lo faranno salire!

Paola Bertolini si fece avanti, minacciosa, piantandosi davanti alla nuora.

— Valentina, questa volta stai davvero esagerando. Vuoi traumatizzare il bambino? Lo hai portato fin qui in aeroporto solo per poi fargli fare dietrofront? Dai subito i documenti a Riccardo e manda il ragazzino a casa in taxi.

Andrea, spaventato, si strinse alla gamba della madre.

— Io in taxi da solo non ci vado.

Valentina gli serrò la mano con più forza.

— Signorina, scusi, può controllare un attimo?

Riccardo perse la pazienza e si precipitò al banco del check-in, urtando un uomo con lo zaino senza nemmeno chiedere scusa.

— Verifichi la nostra prenotazione, per favore. Riccardo Sala, Valentina Gentile e Paola Bertolini.

L’addetta, con un foulard dai colori della compagnia annodato al collo, digitò qualcosa al computer con aria annoiata.

— Sì, vi vedo. Tre passeggeri. I documenti, per cortesia.

Riccardo si voltò verso la moglie con un’espressione trionfante.

— Hai sentito? Tre passeggeri. Valentina, non fare scenate. Dammi i documenti, stiamo bloccando tutti.

— Hai ragione, Riccardo.

Valentina infilò una mano nella tasca e tirò fuori il proprio documento.

— Tre passeggeri.

Poi arretrò di un passo.

— Solo che io con voi non parto.

La mano di Riccardo rimase sospesa a mezz’aria.

— Come sarebbe a dire che non parti?

— Nel senso più semplice possibile.

Valentina aprì lo zaino e ne estrasse due ricevute di viaggio stampate.

— È stata una fortuna dare un’occhiata al tuo portatile tre settimane fa. Mentre tu organizzavi le tue “sorprese”, anch’io mi sono preparata. Ho prelevato dal nostro conto di risparmio esattamente la mia metà. Più le ferie pagate. È bastato giusto per due.

Sventolò i fogli davanti a lui.

— Io e Andrea partiamo per un altro villaggio sul mare. Dal Terminal 3. Il nostro volo è tra due ore.

Quelle parole arrivarono addosso a Paola Bertolini come uno schiaffo.

Amore o Soldi