“Mamma non riesce a cavarsela da sola, e tu te ne stai lì a smanettare col telefono!” sbottò il marito con tono duro mentre Chiara, seduta alla scrivania, continuava a lavorare al portatile

Proposta insopportabile infrange la routine rassicurante.
Storie

— Esageri, come sempre. Mamma vuole soltanto che in casa ci sia un po’ d’ordine.

Chiara Rinaldi fece un gesto secco con la mano, come a chiudere lì il discorso, e tornò nella sua stanza. Discutere non serviva più a niente: ogni parola finiva contro un muro.

Da quel momento, i contrasti diventarono sempre più frequenti. La tensione, invece di sciogliersi, cresceva giorno dopo giorno. Nerina Marchetti si muoveva nell’appartamento come se fosse lei la padrona di casa, decideva cosa andava bene e cosa no, spostava oggetti, commentava ogni abitudine. Chiara Rinaldi, al contrario, si chiudeva sempre di più in se stessa. Lorenzo Rossetti cercava di non prendere posizione, almeno all’inizio; ma quando la situazione si scaldava, alla fine si schierava quasi sempre con sua madre.

Poi arrivò il sabato. Per Chiara Rinaldi era una giornata decisiva: doveva consegnare il sito aziendale di un’impresa edile, un lavoro importante, ben pagato e anche piuttosto complesso. La scadenza era fissata per la sera. Se non avesse rispettato i tempi, avrebbe perso il cliente e, con lui, anche il compenso. Quel progetto richiedeva attenzione assoluta, niente interruzioni, niente distrazioni.

Si alzò alle sette, bevve un caffè in fretta, entrò nella sua stanza, chiuse la porta e si sedette davanti al computer. Le ore passarono senza che se ne accorgesse. Lavorò senza fermarsi, saltò perfino la colazione e mise il telefono accanto a sé con lo schermo rivolto verso il basso, proprio per non lasciarsi disturbare.

Verso mezzogiorno aveva quasi completato le pagine principali. Restavano da sistemare il piè di pagina, controllare la visualizzazione da cellulare e caricare tutto sul server. Chiara Rinaldi si stirò le braccia, si massaggiò la nuca indolenzita e prese il telefono per dare una rapida occhiata alle chat di lavoro. In quell’istante la porta si spalancò con tale violenza da sbattere contro la parete.

Sulla soglia c’era Lorenzo Rossetti, paonazzo in viso, le mani strette a pugno.

— Ma che cosa stai facendo, hai deciso di scioperare? — gridò. — Mamma è di là da sola che non ce la fa più, e tu te ne stai qui a giocherellare col telefono!

Chiara Rinaldi bloccò lentamente lo schermo e si voltò verso di lui. Per qualche secondo lo fissò in silenzio, come se avesse bisogno di essere certa di aver capito bene.

— Che cosa hai detto?

— Ho detto che basta poltrire! — sbottò Lorenzo Rossetti. — Mamma è in piedi da stamattina, cucina, pulisce, sistema la casa. E tu sei seduta qui a perdere tempo col cellulare!

Chiara Rinaldi si alzò dalla sedia. La sua voce uscì bassa, fredda, limpida.

— Non sto perdendo tempo col cellulare. Sto lavorando. Da cinque ore, senza pausa, su un progetto urgente che porta soldi in questa casa.

— Ma quale lavoro? — Lorenzo Rossetti agitò una mano con disprezzo. — Stai su Internet! Il lavoro vero è quello di chi esce, va in ufficio, come faccio io. Tu invece te ne stai comoda a casa e hai pure il coraggio di rispondere.

— Guadagno quanto te! — replicò Chiara Rinaldi, sentendo la rabbia salirle in gola. — Con i miei incarichi paghiamo le bollette, la spesa, i vestiti. Oppure pensi che i soldi cadano dal cielo?

— Non alzare la voce con me! — urlò Lorenzo Rossetti. — Sei egoista. Pensi solo a te stessa. Per te la famiglia non conta nulla!

— La famiglia? Quale famiglia? — Chiara Rinaldi fece un passo verso di lui. — Tua madre comanda in ogni angolo di questa casa, mi tratta come se non valessi niente, e tu le dai sempre ragione. Questa non è una famiglia, è una tortura.

— Sei un’ingrata! Mamma si sta facendo in quattro per noi, vuole solo aiutare.

— Non aiuta, intralcia! Si infila nel mio lavoro, nelle mie cose, nella mia vita!

Proprio in quel momento Nerina Marchetti entrò nella stanza, asciugandosi le mani con uno strofinaccio.

— Che succede qui? Lorenzo Rossetti, va tutto bene?

— Mamma, è Chiara Rinaldi che ha cominciato a fare scenate — disse lui immediatamente, con un tono da vittima.

— Lo sapevo! — Nerina Marchetti fulminò la nuora con lo sguardo. — Mancanza di rispetto verso gli anziani, mancanza di rispetto verso tuo marito. Ma tu lo sai come dovrebbe comportarsi una moglie? Una moglie sostiene il marito, tiene in ordine la casa, non passa l’intera giornata incollata al computer!

In Chiara Rinaldi qualcosa si spezzò. Tutte le offese mandate giù, la stanchezza, l’umiliazione, l’irritazione accumulata esplosero nello stesso istante.

— Basta! È finita! Fuori tutti e due dal mio appartamento!

Calò un silenzio pesante. Lorenzo Rossetti e Nerina Marchetti rimasero immobili, a fissarla come se non riconoscessero più la donna davanti a loro.

— Come, scusa? — fu Lorenzo Rossetti il primo a riprendersi.

— Ho detto fuori! — scandì Chiara Rinaldi, con una calma dura e definitiva. — Questo appartamento è mio. Mio. La padrona di casa sono io.

Amore o Soldi