— Parla, e io ti preparo anche un piattino di salmone, così te lo mangi davanti alla partita — aggiunse Francesca, cercando di addolcire il tono.
Riccardo sospirò, come se si fosse appena arreso.
— Lo zio Giovanni Fontana si è lasciato sfuggire una cosa. Pare che Giada Coppola abbia telefonato a casa loro e abbia raccontato chissà che su di noi… Che non saremmo davvero felici di avere ospiti, che invitiamo la gente solo per formalità, tanto per fare bella figura.
— Capisco — disse Francesca, pensierosa.
— Che cosa capisci? Allora me lo tagli quel salmone?
— Ma certo, amore. Però sai una cosa? Forse con tua sorella mi sono comportata in modo poco carino. Mi dispiace davvero. Invitale, per favore, questa settimana. Facciamo una serata tranquilla, mi scuso come si deve.
Riccardo si illuminò subito.
— Va bene. Certo che li invito. Con i parenti bisogna andare d’accordo.
— Appunto. Grazie, caro.
In realtà Francesca avrebbe avuto voglia di prendere il marito per il colletto e costringerlo a guardare bene quel porcile di bugie, poi chiamare Giada e rovesciarle addosso tutto quello che pensava di lei. Ma, proprio mentre l’ira le saliva alla gola, capì che urlare non sarebbe servito a nulla. C’era un modo migliore.
Senza scene e senza discussioni, rimise la casa in ordine e tornò a comprare altri prodotti raffinati. Il sabato successivo sarebbe stato il suo compleanno, e aveva scelto di festeggiarlo con pochi invitati in un locale elegante al piano terra del loro stabile. Peccato che, per colpa delle chiacchiere di Giada, buona parte della parentela di Riccardo stesse già facendo marcia indietro. E Francesca teneva moltissimo a entrare in confidenza con i Barbieri.
Il giorno dopo, rientrando dal lavoro, trovò l’ingresso dell’appartamento trasformato in un campo di battaglia.
Filippo Caruso correva da una stanza all’altra, naturalmente con le scarpe ai piedi.
— Ciao, amica mia! Ci hai chiamati e noi siamo arrivati! — esclamò Giada Coppola, comparendo nel corridoio.
Indossava la vestaglia preferita di Francesca e aveva un asciugamano arrotolato sulla testa.
— Da noi hanno tolto l’acqua, così abbiamo pensato di venire qui a farci un bel bagno nella vasca idromassaggio.
— Allora… buon relax — rispose la padrona di casa, stirando sulle labbra un sorriso che le costò uno sforzo enorme.
Per tutta la sera Francesca dovette servire quegli ospiti indesiderati come se fosse la cameriera. Si scusò per il proprio comportamento, invitò Giada, Andrea Sala e Filippo alla festa di compleanno e chiese alla cognata di girare l’invito anche ai Barbieri e allo zio Giovanni Fontana. Nel frattempo, con apparente innocenza, lasciò cadere qualche frase sulle bottiglie costose e sulle prelibatezze che aveva acquistato per l’occasione.
Poi andò a dormire presto. Come sempre, la mattina dopo uscì all’alba per andare in ufficio. Una volta arrivata, si preparò un caffè, si sistemò comoda sulla poltrona e aprì sul telefono un’applicazione particolare. Un sorriso soddisfatto le attraversò il volto. Metà del lavoro era fatta. Ora bisognava soltanto aspettare la festa.
Nonostante le manovre di Giada, al compleanno si presentarono tutti i parenti. C’era musica dal vivo, piacevole e non invadente, il cibo era ottimo e l’atmosfera leggera. Il presentatore professionista sapeva coinvolgere gli invitati senza risultare volgare, e quasi tutti sembravano divertirsi sinceramente.
Quasi tutti, appunto.
Giada non riusciva a restare seduta nemmeno per cinque minuti. Voleva giochi con la bottiglia, prove imbarazzanti con matite e bicchieri, e tentò più volte di impossessarsi del microfono.
Vicino al banco dei cocktail, Paolo Barbieri si avvicinò a Francesca.
— La ringrazio per questa splendida serata. Sa, in amministrazione comunale gli impegni non mancano mai, e Giada aveva fatto di tutto per convincerci a non venire. Poi, però, abbiamo capito che lei ci teneva davvero alla nostra presenza. Non mi pento affatto di aver rimandato alcune faccende. Sono contento di conoscerla meglio e spero che presto possiate venire anche voi da noi.
— La ringrazio, è un piacere reciproco. La prego, si accomodi a tavola: tra poco serviranno il piatto caldo.
Nel frattempo Giada e Andrea stavano litigando a voce alta con il DJ, pretendendo che in “quel buco” venisse organizzato subito un karaoke. Diversi invitati li osservavano di traverso, ma nessuno si decideva a intervenire. La situazione peggiorò quando Giada, ormai completamente ubriaca, urtò un cameriere facendolo cadere e rovesciò anche un tavolo pieno di bevande.
Quando arrivò il momento di fare gli auguri alla festeggiata, si presentò praticamente in déshabillé, agitandosi come se stesse improvvisando una danza del ventre.
— Vi intrattengo io, visto che la festeggiata ha risparmiato sull’animazione! — gridò, scuotendo i fianchi e provocando a Francesca un’ondata di disgusto.
Gli altri sopportavano in silenzio. Probabilmente solo perché si trattava di parenti. A Francesca, invece, quello spettacolo tornava perfino utile: della cognata non aveva più alcuna intenzione di fidarsi.
