“Mamma è anziana. Abbi pazienza ancora un po’, presto se ne andrà” disse Marco, mentre Silvia scopriva la telecamera nascosta dietro il portapane

Telecamera nascosta: gesto intollerabile, profondamente inquietante.
Storie

Silvia guardava quelle immagini con un senso di irrealtà addosso. Paola era caduta, da sola, nella trappola che aveva preparato per lei. Eppure una domanda le rimbombava in testa: possibile che non si fosse resa conto che le telecamere riprendevano anche lei?

Come se le avesse letto nel pensiero, Marco mormorò:

— Non è capace di disattivare la registrazione. Per fortuna.

Silvia sollevò lo sguardo verso di lui. La voce le uscì bassa, quasi spezzata.

— E tu… perché non mi hai detto niente?

Marco si passò una mano sul viso, stanco, poi abbassò gli occhi.

— Perché dovevo raccogliere prove. Volevo evitare che finisse come con la storia delle pastiglie: parole contro parole.

Mandò avanti il filmato fino al giorno seguente. Sullo schermo, Paola Lupi infilava la mano dietro una fila di barattoli e tirava fuori una cartellina. Si sedette al tavolo della cucina, la aprì e cominciò a sfogliarla con attenzione. Subito dopo prese il telefono e fotografò ogni singola pagina.

Poi fece una chiamata. Parlava in fretta, agitava la mano libera, annuiva. A un certo punto strappò un pezzetto di carta, vi appuntò qualcosa e lo nascose nella tasca della vestaglia.

— Dopo aver visto questa registrazione ho chiamato Luca Sorrentino — disse Marco. — All’inizio ha negato tutto. Poi ha ceduto. Mia madre gli aveva promesso che mi avrebbe fatto divorziare da te, che avremmo intestato a lui l’appartamento e che poi glielo avrebbe lasciato. È stato Luca a comprarle entrambe le telecamere, convinto che servissero a trovare qualcosa contro di te.

A Silvia parve che il sangue le si gelasse nelle vene.

Marco continuò, con una calma amara:

— I documenti li aveva già messi nella sua borsa. Ma senza la mia firma non può farci nulla. Io non li ho toccati apposta: voglio che creda, ancora per un po’, che tutto stia andando secondo i suoi piani.

Quella stessa sera Marco si sedette di fronte a sua madre e fece partire le registrazioni, una dopo l’altra, dall’inizio alla fine. Paola rimase immobile davanti allo schermo, senza dire una parola.

— L’idea non era male — commentò lui con un sorriso duro. — Se avessi saputo usare davvero la tecnologia, sarebbe stata quasi perfetta. Peccato che tu non sia riuscita a spegnere le telecamere. Hanno ripreso tutto.

Paola alzò gli occhi su di lui per un istante, poi li riabbassò.

— Vai da Luca — disse Marco, secco. — Ma prima riportami i documenti dell’appartamento.

Senza replicare, Paola si alzò, uscì dalla stanza e tornò poco dopo con la cartellina rubata.

— E c’è un’altra cosa — aggiunse Marco. — Devi chiedere scusa a Silvia.

Paola arricciò le labbra, sprezzante.

— Ma per favore. Questa poi!

La mattina seguente se ne andò da Luca. La cartellina tornò al suo posto nell’armadio.

Silvia smontò entrambe le telecamere e le gettò nel secchio della spazzatura. Marco non disse nulla per fermarla. Da diversi mesi ormai non parla più né con sua madre né con suo fratello.

Amore o Soldi