“Per colpa sua, io e mio marito finiremo” accusò Giorgia con la voce rotta, lasciando Paola immobile e sconvolta

Questo silenzio è ingiusto, opprimente e vergognoso.
Storie

— E io vorrei che lei avesse accanto un marito — lo tagliò corto Paola Basile, senza lasciargli finire la frase. — Vorrei che i miei nipoti crescessero con un padre in casa. Tu non hai la minima idea, Riccardo, di che cosa significhi restare sola. Io ti ho tirato su così.

— Ma non è la stessa cosa! — sbottò Riccardo, alzando la voce. — Tu…

— Io niente. Il problema sei tu. Sei identico a tuo padre, solo che lui beveva e tu tradisci. Ma la sostanza non cambia: appena senti il peso delle responsabilità, cerchi una via di fuga. Tu sei stanco? E Giorgia, secondo te, che cos’è? Una donna con tre bambini piccoli, senza un vero aiuto. Ti è mai venuto in mente di darle una mano? Di portare soldi a casa, invece di buttarli dietro a un bel faccino?

Riccardo non replicò. Abbassò la testa, come se ogni parola lo colpisse più forte della precedente.

— Sono esausto — mormorò alla fine. — Semplicemente esausto.

— Ah, quindi tua moglie ti sembra trascurata e questo ti dà fastidio? Certo, dev’essere colpa sua. Non avrebbe dovuto farti tre figli, giusto? Tu le giuravi amore eterno, e adesso lei si ritrova con una vestaglia vecchia addosso, i capelli in disordine e i bambini da lavare. Poteva essere al mare, a prendere il sole, se la sua vita fosse andata diversamente. Invece sta ai fornelli mentre tu ti diverti con quella…

Riccardo si lasciò cadere su uno scalino e si coprì il volto con entrambe le mani.

— Non so più che cosa devo fare.

Paola, invece, lo sapeva benissimo. Nella sua testa vedeva già il seguito: Giorgia avrebbe chiesto il divorzio, avrebbe preso i figli e se ne sarebbe andata dai suoi, magari in un’altra città. Riccardo, in attesa di sistemare la questione della casa, sarebbe tornato da lei. E poi? Avrebbe continuato a portarsi dietro donne del genere, sciocche, interessate, pronte a sorridere finché c’erano soldi da spendere?

— Te lo dico io cosa farai — disse con voce ferma. — Resterai con tua moglie finché i bambini non saranno cresciuti. Non ti piace? Stringi i denti. L’hai scelta tu questa vita. Prima del matrimonio te l’ho chiesto cento volte se eri sicuro, se eri pronto. Ora comincia ad aiutare Giorgia, occupati dei tuoi figli, fai il padre. La colpa è anche mia: evidentemente non ti ho educato abbastanza. Bene, recupererò adesso. Questo fine settimana prendi i bambini e venite da me. Li porto allo zoo. Giorgia, per una volta, si riposerà.

— Ma sei seria? Sono piccoli!

— Davvero? Che scoperta. Sono piccoli anche quando stanno con lei, eppure se la cava. Tu sei genitore quanto Giorgia. E oggi stesso le consegni la carta.

Riccardo scattò come punto sul vivo.

— Mamma, no. Non azzardarti a darmi ordini. Non sono un ragazzino.

— Non sei un ragazzino? Tua moglie non riesce nemmeno a comprarsi della biancheria nuova, mentre tu paghi l’affitto a un’altra? Benissimo, allora resterai senza soldi. Vedrai che, senza regali e senza comodità, certe amanti dei mariti altrui spariscono in fretta. E se pensi di non ascoltarmi, ricordati che mi conosci. Farò in modo che tutti sappiano che razza di uomo sei. E, se serve, ti aiuterò anche a perdere il lavoro. Ti metterò alla berlina davanti a chiunque.

Rimasero seduti sulle scale ancora a lungo, quasi mezz’ora. Paola parlava, Riccardo taceva. Alla fine, con un’espressione cupa, lui domandò:

— Mamma… davvero controllerai che io non tradisca più?

— Sì, davvero. Non voglio che i miei nipoti crescano in una famiglia spezzata. Ti basta come risposta?

Un anno dopo, Paola sedeva nella cucina di suo figlio. Dalla stanza accanto arrivavano le risate dei bambini, felicissimi per i giocattoli che la nonna aveva portato. Giorgia cullava il più piccolo tra le braccia, mentre Riccardo, in piedi accanto al lavello, pelava le patate.

— Allora, raccontatemi un po’: che programmi avete per Capodanno?

— Restiamo a casa — rispose lui con tranquillità. — Capodanno è una festa da passare in famiglia.

Parlarono del cenone, dei dolci, dei regali per i bambini. Poi, senza accorgersene, finirono a discutere del nuovo negozio aperto poco più avanti, nel quartiere. Conversazioni semplici, quotidiane. Forse noiose, agli occhi di qualcuno, ma indispensabili per tenere insieme una casa.

Paola sorrise in silenzio. Sapeva che Riccardo non andava più da quella ragazza. Passava più tempo con i figli, aiutava Giorgia, era presente. E Giorgia, dopo aver ricevuto sostegno e anche la carta di casa, sembrava rifiorita. Ogni tanto si concedeva persino una babysitter, solo per riprendere fiato.

La pace, finalmente, era tornata in quella famiglia. E Paola era grata a se stessa per essere intervenuta in tempo.

Amore o Soldi