“Per colpa sua, io e mio marito finiremo” accusò Giorgia con la voce rotta, lasciando Paola immobile e sconvolta

Questo silenzio è ingiusto, opprimente e vergognoso.
Storie

Da circa tre mesi non veniva più da lei. Paola avrebbe voluto ribattere subito: «Non capisco nemmeno di che cosa tu stia parlando. Io non l’ho mai chiamato, non gli ho mai chiesto aiuto e sto benissimo». Le frasi le bruciavano sulla lingua, pronte a uscire. Ma non era una sciocca. E, proprio in quell’istante, davanti ai suoi occhi si delineò un quadro molto più cupo, tanto chiaro da darle la nausea.

Già. Più una menzogna è mostruosa, più finisce per sembrare credibile. Eppure Giorgia Sorrentino, a modo suo, stava dicendo la verità. La sua verità. Molto probabilmente Riccardo le raccontava delle malattie della madre, delle visite, dei controlli, delle urgenze improvvise. Paola, però, capì subito dove si trovasse davvero il suo amorevole figlio in quei momenti. La nuora, grazie al cielo, ancora no.

— Giorgia, — disse piano, facendo attenzione a ogni parola, come se camminasse su un pavimento di vetro. — Perdonami. È andata così, e io ho sbagliato. Mi sono comportata come se lui non avesse una moglie, una famiglia, dei bambini. Ma ho già fatto tutti gli accertamenti, mi ha aiutata un’amica. Tra poco sarò in piena forma. Ora vai a riposarti un po’. Resto io con i piccoli.

Giorgia sollevò verso di lei gli occhi gonfi di lacrime.

— Davvero?

— Certo che sì. Devi dormire. Te lo giuro su quel poco di salute che mi resta: Riccardo non verrà più da me. Starà a casa, con te.

Dopo un ultimo singhiozzo, Giorgia si avviò verso la camera da letto. Paola, invece, si occupò dei nipotini che si erano appena svegliati, mentre dentro di lei prendeva forma una rabbia fredda, compatta, quasi gelida. Purtroppo sapeva fin troppo bene che cosa attendeva sua nuora. Lei stessa c’era passata quando Riccardo aveva appena due anni. E per molto tempo, dopo, non era più riuscita a fidarsi di nessuno, chiusa a leccarsi le ferite.

Uscì da quell’appartamento a tarda sera. Riccardo non era ancora rientrato: ufficialmente, era stato trattenuto al lavoro per fare straordinari. Paola sospirò pesantemente, poi prese il telefono e lo chiamò.

— Riccardo, dove sei?

— In ufficio. Perché?

— Strano. Oggi non sei dalla tua povera madre moribonda?

Dall’altra parte calò un silenzio lungo, scomodo. Poi la voce del figlio arrivò incerta.

— Mamma…

— Ti ho chiesto dove sei.

— Al lavoro.

— Ne sei proprio sicuro?

— Mamma, per favore, non adesso…

— Riccardo, tu stai raccontando a tua moglie che vieni da me. Che io sono praticamente con un piede nella fossa. Non pensi di dovermi spiegare qualcosa?

— Mamma, non è come credi.

— A casa. Subito, — ringhiò lei, e chiuse la chiamata.

Trascorse tutta la domenica con i nervi tesi come corde di violino. Suo figlio non telefonò, e lei non aveva la minima intenzione di cercarlo. Il lunedì, verso l’ora di pranzo, si presentò davanti all’ufficio di Riccardo. All’ingresso c’erano il metal detector, un bancone lucido e una guardia. Persone entravano e uscivano di continuo; più che un posto di lavoro, sembrava un formicaio. Paola si avvicinò al banco con passo calmo.

— Buongiorno. Conosce Riccardo Sala?

La guardia la fissò con aria piatta, senza il minimo interesse.

— Lo conosco. E quindi?

Paola tirò fuori una banconota di taglio alto e, con un gesto rapido, la fece scivolare sul bancone, coprendola con la mano.

— Mi ascolti, per favore, — mormorò. — Devo sapere con chi ha una relazione qui dentro. Sono sua madre e ho capito perfettamente che cosa sta succedendo. Mi fanno pena i miei nipoti.

L’uomo abbassò gli occhi sul denaro, poi tornò a guardarla. Sospirò. Paola non fece nemmeno in tempo a battere le palpebre che la banconota era già sparita.

— Non è certo un segreto, quindi non mi pare di fare chissà quale crimine. Se la fa con Noemi Rossetti, della contabilità. Giovane, appena assunta. La porta in giro, le ha pure affittato un appartamento. Se vuole, posso recuperarle l’indirizzo dal sistema.

Dieci minuti più tardi Paola era di nuovo in strada, stringendo tra le dita un foglietto con l’indirizzo. Dentro le ribolliva tutto, anche se, in fondo, qualcosa del genere se lo aspettava. Un copione vecchio come il mondo. Restava solo da capire se a suo figlio sarebbe bastata la faccia tosta per “andare dalla madre malata”, oppure se quel giorno avrebbe tirato fuori una riunione interminabile.

Amore o Soldi