“Mi stai prendendo in giro?! Io mi ammazzo con due lavori e alla fine devo pure mantenere i tuoi fannulloni!” sbottai, con Chiara che si lasciò cadere sul divano esausta

È ingiusto sacrificarsi così per gente ingrata.
Storie

Luca era rimasto in poltrona, immobile, con lo sguardo incollato allo schermo della televisione, anche se era evidente che non stesse seguendo nulla. Chiara sparecchiava lentamente, raccogliendo piatti e bicchieri con gesti misurati, facendo di tutto per non guardarlo.

Alla fine fu lui a rompere il silenzio.

— Perché dovevi farlo davanti a mia madre?

Chiara appoggiò un piatto nel lavello e si voltò appena.

— E perché tua madre si permette di mettere bocca nella nostra vita?

— Chiara, lo capisco che sei stanca — disse Luca, cercando un tono conciliante. — Però così non si può andare avanti…

Lei si girò del tutto.

— Così come? Dicendo la verità? Luca, io non ce la faccio più. Ogni mese è la stessa storia: una volta serve qualcosa a tua madre, un’altra volta a tua sorella…

Lui si alzò dalla poltrona e le si avvicinò.

— È solo un periodo, Chiara. Troverò un lavoro serio, vedrai.

— Quando? — la voce di lei si fece più dura. — Quando lo troverai questo famoso “lavoro serio”? E per quanto riuscirai a tenerlo? Un mese? Due?

Negli occhi di Luca passò un lampo di offesa.

— Quindi non credi proprio più in me?

Chiara si lasciò cadere su una sedia, come se all’improvviso le gambe non la reggessero.

— Sono stanca, Luca. Stanca di credere. Stanca di sperare. Stanca di portare tutto sulle spalle da sola.

Quella notte non riuscì a prendere sonno. Rimase distesa al buio, gli occhi fissi al soffitto, a fare i conti con la propria vita. Trentadue anni. Sette passati dentro quel matrimonio. E poi? Altri sette anni a faticare per due? O per tre, se si consideravano anche i continui “prestiti” ai parenti di suo marito?

Al mattino si svegliò con una decisione ormai chiara. Durante la colazione, mentre Luca beveva il caffè senza guardarla, disse:

— Dobbiamo parlare seriamente.

Lui sollevò gli occhi, diffidente.

— Di cosa?

— Dei soldi. Della tua famiglia. Di noi.

Chiara prese il foglio che aveva preparato la sera prima, dove aveva annotato tutte le somme “prestate” ai parenti di Luca.

— Guarda qui. Negli ultimi due anni tua madre ha chiesto circa trecento euro. Elena Piras altri quattrocentocinquanta. In totale sono settecentocinquanta euro, Luca. Settecentocinquanta. Per noi è una cifra enorme.

Luca fissò l’elenco. Più scorreva le righe, più il suo volto si incupiva.

— Da dove saltano fuori questi numeri?

— Tengo i conti. Segno tutto, fino all’ultimo centesimo. E sai quanto ci hanno restituito? Niente. Nemmeno un euro.

— Chiara, però anche i parenti possono trovarsi in difficoltà…

— Tutti possono trovarsi in difficoltà! — lo interruppe lei. — Ma perché devo essere io a pagare i problemi degli altri? Perché i miei genitori, se hanno bisogno, ci pensano dieci volte prima di chiamarmi, mentre i tuoi pretendono denaro come se fosse un loro diritto?

Luca non rispose. Chiara approfittò di quel silenzio per andare fino in fondo.

— Ho deciso. Da oggi non uscirà più un solo euro per i tuoi parenti. E se prendi ancora soldi dal nostro bilancio senza il mio consenso, io chiedo il divorzio.

Lui sbiancò.

— Tu… stai scherzando?

— Non sono mai stata così seria. Luca, io ti amo. Ma non ho alcuna intenzione di continuare a essere la mucca da mungere della tua famiglia.

Luca scattò in piedi, facendo stridere la sedia sul pavimento.

— Questo sarebbe un ultimatum?

— Chiamalo come vuoi. Io non lo sopporto più.

Lui uscì dalla cucina come una furia e poco dopo la porta d’ingresso sbatté con violenza. Chiara rimase seduta, immobile, a guardare dalla finestra la pioggia che aveva appena cominciato a cadere.

Un’ora più tardi chiamò Elena Piras. Chiara lasciò squillare. Subito dopo comparve sullo schermo il nome di Margherita Basile. Ignorò anche quella chiamata.

La sera Luca rientrò tardi. Aveva il viso tirato, gli occhi lucidi, l’odore dell’alcol addosso e una rabbia mal trattenuta.

— Sei contenta adesso? — le lanciò dalla porta. — Hai ottenuto quello che volevi? Mia madre sta male, mia sorella è fuori di sé!

— Sono problemi loro — rispose Chiara, con una calma che lo irritò ancora di più.

— Tu… tu sei solo un’egoista!

— Può darsi. Ma un’egoista che decide che cosa fare dei propri soldi.

Luca fece un passo verso di lei, poi un altro, e le piantò addosso uno sguardo carico di rancore, pronto a dirle ciò che gli bruciava in gola.

Amore o Soldi