“Vi faccio vedere io cosa significa rendersi irreperibili” sibilò Paola, offesa e furiosa davanti al bancomat mentre il telefono restava senza risposta

L'indifferenza giovanile è inaccettabile e crudele.
Storie

Giulia aveva pianto per sette giorni di fila, convinta di averla smarrita chissà dove. E tu, invece, le accarezzavi la spalla, la consolavi con quella tua voce dolce, dicendole che non era nulla, che era soltanto un oggetto, che la cosa importante era la salute.

— Volevo riscattarla! — gridò Paola Barbieri, ormai consapevole di non avere più vie di fuga. — Mi servivano soldi subito! Avevo un problema ai denti, e io in ambulatorio pubblico non ci metto piede! L’avrei riportata indietro!

— Con quei soldi ti sei pagata il soggiorno alle terme, mamma. Ho visto i biglietti.

— E allora?! — sbottò lei, alzando ancora di più la voce, come se urlare potesse salvarla. — Sì, me lo sono comprato! Sono vostra madre, un po’ di riposo me lo sono meritato! E voi avete gioielli ovunque, non sareste certo finiti sul lastrico per una catenina! Per una sciocchezza!

— Non era una sciocchezza, — mormorò Giulia Sala, pallida. — Era un ricordo di mio padre. La sua morte ci aveva già spezzati abbastanza.

Francesco rimase a fissare sua madre con uno sguardo smarrito, quasi non riuscisse più a riconoscere la donna che aveva davanti.

— Vattene, — disse infine.

Paola sgranò gli occhi.

— Mi cacci? Cacci tua madre? Per un pezzo di metallo?

— No. Per le bugie. Perché non ci vuoi bene, mamma. Tu ci usi e basta.

— Bene, allora restate pure qui! — Paola afferrò la borsa, infilando a fatica le dita nei manici. — Vivete come vi pare! Fate la fame da soli! Vedrete che tornerete da me quando vi mancherà il terreno sotto i piedi!

Uscì dal palazzo come una furia, facendo sbattere il portone alle sue spalle. Con le mani che le tremavano provò a chiamare un taxi, ma l’applicazione le segnalò che il credito non era sufficiente. Dovette avviarsi alla fermata dell’autobus. Il vento le tagliava la faccia, mentre nella testa le rimbombava un pensiero solo: se ne pentiranno. Prima o poi se ne pentiranno.

Ma non se ne pentirono. E non chiamarono.

Per il primo mese Paola Barbieri si tenne in piedi grazie alla rabbia. Spendeva gli ultimi soldi della pensione in paste e dolci, passava apposta davanti al loro palazzo con il mento alto, come se stesse sfilando davanti a un pubblico invisibile.

Poi, però, il denaro finì. Finì davvero.

Il frigorifero rimase quasi vuoto. Scoprì con stupore che il formaggio che aveva sempre comprato costava un’enormità e che le bollette si portavano via metà della pensione. Fu costretta a prendere la pasta più economica e quelle vaschette di ossa e ritagli di pollo per preparare il brodo.

In casa calò un silenzio che faceva male. Un tempo si irritava per le telefonate della nuora; adesso il telefono taceva per giorni interi. Squillava solo per le voci registrate che proponevano prestiti.

— La informiamo che la sua richiesta è stata approvata… — annunciava allegro qualcuno dall’altra parte.

— Andate al diavolo! — urlava lei, chiudendo la chiamata, per poi scoppiare a piangere un minuto dopo.

Al terzo mese si ruppe la cerniera degli stivali invernali. In calzoleria le dissero una cifra che le fece girare la testa.

— Ma ci vorranno cinque minuti di lavoro! — protestò.

— Allora se li aggiusti da sola, — borbottò il calzolaio senza nemmeno guardarla.

Tornata a casa, Paola tirò giù dall’armadio un vecchio baule. Dentro c’era ancora la macchina da cucire: pesante, solida, fedele. Anni prima, quando Francesco era piccolo, lei cuciva e rammendava per mezzo cortile.

Infilò il filo nell’ago. Le mani, ormai disabituate al lavoro, le tremavano. Passò l’intera sera su quello stivale, si punse tutte le dita, spezzò due aghi. Ma alla fine ci riuscì.

Il giorno dopo, ingoiando la vergogna, attaccò un foglietto nell’androne: “Riparazioni sartoriali. Prezzi modici. Interno 15.”

La prima a bussare fu una vicina, una ragazzina giovane, studentessa.

— Signora Paola, mi si sono strappati i jeans, — disse, mostrandole il tessuto lacerato.

Amore o Soldi