“Papà… mi fa male la schiena” sussurrò Arianna, gelando il sangue di Matteo nel cuore della trattativa

Una richiesta innocente, dolorosamente e ingiustamente devastante.
Storie

Sotto il simbolo compariva una frase incisa in latino:

«Custos Aeternum. Hereditas Tenebris.»

Guardiano eterno. Eredità delle tenebre.

Quella stessa notte, Matteo Coppola fu destato da un rumore proveniente dal seminterrato. Non era un semplice scricchiolio: qualcosa strideva contro la pietra, un raschiare metallico, lento e ostinato.

La porta della cantina, che teneva sempre sprangata, era socchiusa.

Dall’apertura saliva un alito d’aria gelida, carico di quell’odore ferroso e dolciastro che aveva già avvertito nella stanza di Arianna Orlando.

Scese.

Sul pavimento di pietra si era aperta una fessura che non aveva mai visto. Tra le lastre sconnesse affiorava una scala nascosta. Dal buio, un bisbiglio.

Il suo nome.

In fondo trovò una camera segreta. Al centro, una cassa antica rinforzata da cinghie di ferro arrugginite. Sul coperchio, inciso con cura, lo stesso marchio.

Poi una voce, alle sue spalle.

— L’hai finalmente trovato.

Dall’ombra emerse una figura alta e magra, avvolta in un mantello scuro. Gli occhi, chiarissimi, brillavano come ghiaccio sotto la luna.

— Sono Riccardo Sanna — dichiarò con calma —. L’ultimo dei Custodi. Questa dimora è stata sottratta alla mia stirpe. Ciò che è custodito in quella cassa mi appartiene.

All’interno riposavano un codice manoscritto e una mappa dettagliata.

Indicava una miniera d’oro celata.

Una fortuna inestimabile.

Ma il prezzo era esplicito.

— Se non restituisci ciò che è stato rubato — proseguì con tono fermo — tua figlia… marchiata dal Guardiano… diventerà la chiave.

Matteo non esitò.

Quando Riccardo si lanciò contro di lui, rovesciò una pila di vecchie casse marce. Il pavimento tremò. Un piccolo flacone che teneva in tasca volò contro il muro, frantumandosi.

Afferò il codice e si precipitò verso le scale.

Alle sue spalle i tunnel ruggirono, come se respirassero.

Ma dentro di lui una certezza era incrollabile:

La ricchezza non contava.

La villa non contava.

Contava solo Arianna.

E Matteo Coppola avrebbe ridotto in cenere quell’eredità maledetta prima di permettere all’oscurità di portargli via sua figlia.

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Amore o Soldi