“Il tuo ex ha lasciato quella stanza al bambino, no? Allora vendiamola” disse Lorenzo, trovando così il denaro per il regalo destinato a sua madre

Una quotidianità soffocante e ingiustamente crudele.
Storie

Quella stabilità, ora, le sembrava appartenere a un’altra vita. Adesso aveva una stanza minuscola in una cittadina di provincia, un impiego alla biblioteca comunale e, cosa che non avrebbe mai creduto così preziosa, la pace.

Fuori dalla finestra gli alberi frusciavano nel vento. Nella camera accanto Nicola leggeva a voce alta ad Andrea Parisi una storia di Cipollino, inciampando ogni tanto sulle parole più difficili e riprendendo subito dopo con serietà. Simone Barbieri aveva promesso che sarebbe passato in serata: voleva parlare con Elena Gentile del viaggio da fare insieme nella casa di vacanza dei suoi genitori.

— Mamma, — disse Nicola, affacciandosi in cucina con il libro ancora in mano, — noi non torniamo più dalla nonna Paola?

Elena posò la tazza.

— No, amore mio. Non ci torniamo.

Il bambino annuì, come se quella risposta chiudesse finalmente una questione importante.

— È meglio così, — dichiarò con gravità. — Lei è cattiva. E anche zio Lorenzo era diventato cattivo quando stavamo da lei.

Elena lo attirò a sé e lo strinse forte.

— Sai, Nicolino, a volte le persone peggiorano quando hanno accanto qualcuno che tira fuori il peggio da loro. Questo non vuol dire che Lorenzo Valentini sia davvero una persona cattiva. Vuol dire che ha scelto di vivere nel modo più comodo per sua madre, invece che nel modo più giusto per tutti.

— E Simone?

Elena sorrise appena.

— Simone è diverso.

Ed era la verità. Simone non cercava di sostituirsi a un padre, non pretendeva riconoscenza per il semplice fatto di aver accettato una donna con un figlio. C’era e basta: presente, saldo, capace di ascoltare senza giudicare.

Più tardi, quando i bambini si addormentarono, Elena e Simone si sedettero sul balconcino stretto dell’appartamento. Bevevano tè, parlando sottovoce di lavoro, di scuola, di programmi per l’estate e di quelle piccole cose quotidiane che, senza far rumore, costruiscono una casa.

A un certo punto Simone la guardò.

— Elena, ti sei mai pentita di essere andata via?

Lei rimase in silenzio per qualche istante. Poi alzò gli occhi verso le finestre illuminate del suo nuovo appartamento, dove dietro le tende sottili si intravedeva una luce calda.

— Ci ho pensato a lungo, sai? E ho capito che, se devo rimpiangere qualcosa, è il tempo perso dietro alle illusioni. Il tempo in cui ho creduto che si potesse creare una famiglia ignorando il bene di un bambino. Ma no, non mi pento di essermene andata. Nicola è più sereno, più sicuro. E io… io ho ricominciato a respirare.

Simone abbassò la voce.

— E l’amore?

Elena ascoltò per un momento i rumori della notte, il fruscio delle foglie, un’auto lontana, il respiro quieto della casa.

— L’amore può avere tanti volti. Ma se ti chiede di sacrificare ciò che hai di più caro, allora non è amore.

Simone annuì lentamente.

— Mia moglie diceva sempre che il vero amore è quando qualcuno ti accoglie insieme a tutto ciò che per te conta davvero. Senza obbligarti a scegliere tra lui e le persone che ami.

— Doveva essere una donna molto saggia.

— Lo era. E credo che sarebbe felice di sapere che Andrea cresce in una famiglia dove viene accettato e amato per quello che è.

Elena gli prese la mano tra le sue.

— E io sono felice che il mio Nicola possa finalmente essere soltanto un bambino. Senza doversi giustificare per il fatto stesso di esistere.

Da qualche parte, nella grande città, forse Lorenzo era ancora seduto accanto a Paola Bianco, ad ascoltare l’ennesimo discorso sulla nuora ingrata che gli era capitata. Magari avevano perfino comprato quella casa di vacanza, chiedendo un prestito o indebitandosi con qualche parente.

Ma lì, in quel piccolo appartamento profumato di camomilla e libri per bambini, c’era la vita vera. Senza grandi discorsi sul dovere familiare, senza sacrifici imposti, senza rimproveri mascherati da amore. Una vita semplice, nella quale ognuno aveva il diritto di essere se stesso.

— Mamma, — arrivò dalla stanza la voce assonnata di Nicola, — domani Simone ci fa vedere i suoi coniglietti?

— Certo, amore. Te li farà vedere. Adesso dormi.

Elena sorrise. I coniglietti, la casa di vacanza, le cene insieme, i compiti fatti al tavolo della cucina: tutto ciò che aveva desiderato quando aveva provato a costruire una nuova famiglia. Solo che non era accaduto nel posto in cui lo aveva immaginato, né con l’uomo che aveva scelto per primo.

Eppure era accaduto.

E questo, più di ogni altra cosa, contava davvero.

Amore o Soldi