“Pretendi davvero che sia io a sfamare i tuoi parenti?” domandò Silvia, incredula, fissando gli scaffali vuoti della credenza della cucina

Spregevole egoismo, umiliazione insopportabile, fiducia frantumata.
Storie

— Pretendi davvero che sia io a sfamare i tuoi parenti? — domandò Silvia, incredula, fissando gli scaffali vuoti della credenza della cucina.

Poi si voltò verso il marito, ancora incapace di credere a ciò che aveva appena sentito.

— Roberto, li vedi anche tu? Qui dentro non c’è assolutamente niente.

Roberto se ne stava piantato sulla soglia della cucina, le braccia incrociate sul petto. Alle sue spalle, con aria d’attesa, c’erano suo fratello Riccardo e sua sorella Claudia.

— Silvia, non farne una tragedia. Esci, vai al supermercato e compra qualcosa. Abbiamo ospiti.

— Ospiti? — Silvia richiuse lentamente l’anta del mobile. — I tuoi parenti sono piombati qui senza avvisare, tu hai buttato via tutto lo stipendio nei tuoi giochini, e adesso ti aspetti che io faccia comparire la cena dal nulla?

Riccardo scostò il fratello con una spallata leggera ed entrò in cucina. Aveva il viso tondo lucido di sudore, nonostante fuori facesse fresco.

— Su, Silvia, non esagerare! Non siamo mica estranei. Che ti costa preparare due cose? — disse, lasciandosi cadere su uno sgabello che, sotto il suo peso, emise un lamento sinistro.

Anche Claudia fece il suo ingresso, guardandosi attorno con un’espressione di malcelato disprezzo. Passò un dito sul piano della cucina e arricciò le labbra.

— Roberto mi aveva detto che eri una padrona di casa impeccabile — osservò con tono pungente. — Però, a giudicare da questi armadietti…

— Basta. — Silvia alzò una mano, fermandola. — Primo: Roberto sapeva benissimo che non avevamo soldi. Secondo: sapeva anche che in casa non c’era da mangiare. Terzo: non mi ha detto una parola sul vostro arrivo.

— E allora? — fece Roberto, stringendosi nelle spalle. — Chiedi qualcosa in prestito ai vicini.

Dopo tre anni di matrimonio, Silvia ebbe la sensazione di vedere finalmente con chiarezza l’uomo a cui aveva legato la propria vita.

— Ai vicini? Roberto, ti ricordi che dobbiamo ancora venti euro ai Ferrara? E altri dieci a Francesca?

— Tu ingigantisci sempre tutto — tagliò corto lui con un gesto della mano. — Riccardo, Claudia, aspettate in soggiorno. Risolvo subito.

I due parenti uscirono a malincuore. Appena rimasero soli, Roberto si avvicinò alla moglie, abbassando la voce ma indurendo lo sguardo.

— Silvia, non farmi fare una figuraccia. Sono venuti da un’altra città. Che idea si faranno di me?

— E tu che idea avevi di me quando hai speso gli ultimi soldi per una console nuova? — ribatté lei, facendo un passo indietro. — Roberto, nel mio portafoglio ci sono due euro. Due. È tutto quello che ci resta fino al tuo prossimo stipendio.

— Compra pasta e würstel. Inventati qualcosa.

— No.

Roberto sbatté le palpebre, spiazzato.

— Come sarebbe a dire “no”?

— Significa che non intendo umiliarmi davanti ai tuoi parenti fingendo che vada tutto bene. Se vuoi che mangino, allora pensaci tu.

In quel momento Riccardo ricomparve sulla porta della cucina.

— Fratello, abbiamo fame. Il viaggio è stato lungo.

— Riccardo, adesso… dammi solo un minuto — borbottò Roberto, passandosi una mano tra i capelli con nervosismo.

— Silvia non ha voglia di cucinare? — sogghignò Riccardo. — Complimenti, proprio una bella moglie ti sei scelto. La mia Martina non si permetterebbe mai una cosa simile.

— La tua Martina — replicò Silvia con freddezza — riceve da te i soldi per mandare avanti la casa. Io da Roberto ricevo soltanto promesse.

Riccardo diventò paonazzo. Senza aggiungere altro, si girò di scatto e uscì, sbattendo la porta con rabbia.

— Sei contenta adesso? — sibilò Roberto. — Mi hai messo in ridicolo davanti a mio fratello!

— Io? — Silvia lasciò uscire una risata amara. — Roberto, ti metti in ridicolo da solo ogni giorno. Quando torni a casa con l’ennesima sciocchezza inutile invece di comprare da mangiare. Quando prometti e poi non mantieni nulla. Quando menti a me e continui a mentire anche a te stesso.

— Zitta! — urlò Roberto con tanta violenza che la sua voce rimbombò fino al soggiorno.

Amore o Soldi