“Troppo tardi quando? Quando mia madre sarà congelata in quella casa?” esplose Claudio, la voce che gli saliva di tono mentre accusava Serena di indifferenza

Insopportabile egoismo, crudele rifiuto di responsabilità.
Storie

— Ti rendi conto di quello che hai appena detto? — Claudio Pellegrini era fermo al centro della cucina, ancora con il giubbotto addosso e il telefono stretto in mano. Non si era nemmeno tolto le scarpe. — Me lo dici a dicembre. Proprio prima di Capodanno.

— Me ne rendo conto benissimo, — rispose Serena Ferrara con calma, portandosi alle labbra il tè ormai freddo. — Ed è esattamente per questo che te lo dico adesso, non quando sarà troppo tardi.

— Troppo tardi quando? Quando mia madre sarà congelata in quella casa? — la voce gli salì di tono. — Quando finirà a letto senza riuscire più ad alzarsi?

— Claudio Pellegrini, risparmiamoci la sceneggiata, — disse Serena Ferrara, guardandolo senza abbassare gli occhi. — Sei appena tornato da lei. È viva, sta bene e, parole tue, “si lamenta e basta”.

— Non si lamenta, sta chiedendo aiuto! Sono due cose completamente diverse!

— No, — Serena Ferrara posò la tazza sul tavolo. — Lei ti sta chiedendo di sistemare tutto nel modo che fa comodo a te. E tu vuoi sistemarlo nel modo che fa comodo a te, però facendolo pagare a me.

Claudio Pellegrini fece una risata breve, nervosa, piena di rabbia.

— Ecco, ci risiamo. Riesci sempre a rigirare tutto. Io ho detto solo che mia madre fa fatica da sola. È inverno, c’è freddo, la casa è vecchia. Che cosa ci sarebbe da rigirare?

— E io ho detto solo che non sono disposta a portarmi addosso questo peso. Né con le mani né con la testa.

— E allora chi dovrebbe farlo?! — fece un passo verso di lei. — Io da solo? Secondo te sono fatto di ferro?

— Sei un uomo adulto. Ed è tua madre, — Serena Ferrara sollevò appena le spalle. — Io non ti impedisco niente. Vai da lei. Aiutala. Fai quello che ritieni giusto.

— Mi stai prendendo in giro? — Claudio Pellegrini scoppiò in una risata secca. — Tu te ne stai al caldo, in un appartamento tuo, tra l’altro, mentre mia madre ha freddo! E la tua risposta sarebbe: “Vai pure”?

— La mia risposta è: non trascinarmi in una situazione in cui non voglio entrare, — replicò Serena Ferrara, con voce dura. — Almeno questo è onesto.

Lui si strappò il berretto dalla testa e lo lanciò con forza sul mobiletto.

— Ecco perché mia madre non ti ha mai sopportata. Me lo diceva fin dall’inizio: “È gelida, Claudio Pellegrini. Non le importa di niente”.

— Allora riferisci pure a tua madre, — Serena Ferrara si alzò lentamente, — che non ho il dovere di piacerle. E nemmeno quello di vivere secondo le sue aspettative.

— Ma ti ascolti quando parli?! — ormai quasi urlava. — Stiamo parlando di famiglia! Le persone normali, a dicembre, si stringono, si aiutano, preparano le feste insieme!

— Appunto, — Serena Ferrara sorrise senza allegria. — Le persone normali. Da noi, invece, ogni dicembre è sempre la stessa storia: tua madre, la sua casa, i suoi problemi, e tu che fai finta che io e te non abbiamo una vita nostra.

«Dicembre sa di mandarini e di litigi»

— Serena Ferrara, — Claudio Pellegrini abbassò la voce e si sedette di fronte a lei. — Proviamo a ragionare da persone civili. Capodanno è alle porte. Lei è sola. Almeno per le feste potremmo portarla qui.

Serena Ferrara inspirò piano, come se volesse essere sicura di aver capito.

— Ripetilo.

— Beh… — lui esitò. — Solo per un periodo. Qualche mese. Finché passa il gelo.

— Nel mio appartamento? — chiese lei, scandendo le parole.

— Nel nostro, — la corresse lui d’istinto.

— No, — tagliò corto Serena Ferrara.

Amore o Soldi