“Mamma ha detto che da questo mese lo paghi tu” lasciando Chiara senza parole e il sogno del mutuo in bilico

Ingiusto e devastante, il futuro si incrina.
Storie

Per di più in tono da ultimatum. E quel suo «l’ha detto mamma» per me non poteva essere una spiegazione, né tantomeno una giustificazione.

Alessandro Parisi scattò in piedi, lasciando il piatto intatto davanti a sé.

— Sei di un egoismo incredibile, Chiara. Io credevo che fossimo dalla stessa parte. Invece tu stai lì a fare i conti al centesimo quando si tratta del benessere di mia madre.

Se ne andò nell’altra stanza e chiuse la porta con un colpo secco, quasi teatrale. Io rimasi seduta a tavola, immobile, mentre oltre il vetro cominciava a battere la pioggia. Mi faceva male, certo. Mi bruciava dentro. Ma, sotto quella delusione, si stava formando una consapevolezza molto più fredda: quello era solo l’inizio. Se avessi ceduto adesso, dopo sarebbe diventato tutto normale, scontato, inevitabile.

Il giorno seguente chiesi a Paola Bellini di incontrarci. Dovevo parlarle senza intermediari, prima che la faccenda prendesse una piega definitiva. Ci vedemmo nel suo caffè preferito, in centro.

La mia futura suocera mi accolse con un sorriso luminoso, come se niente fosse. Era impeccabile: taglio di capelli fresco, completo costoso, manicure perfetta, bracciali d’oro ai polsi. Non aveva proprio l’aspetto di una persona schiacciata da gravi difficoltà economiche.

— Chiara cara, prendi quello che vuoi, mi raccomando! — cinguettò, già concentrata sul menù. — Qui fanno un caffè con lo sciroppo che è una meraviglia. Allora, come vanno i preparativi del matrimonio? Tutto sistemato?

— Non ancora, signora Paola, — risposi, imponendomi di restare calma. — Stiamo rivedendo il budget. Sono saltate fuori parecchie spese che non avevamo previsto.

— Ma i soldi sono una sciocchezza! — disse lei, agitando una mano; i bracciali scintillarono sotto la luce del lampadario. — Quello che conta davvero è l’amore, è capirsi. A proposito, Alessandro ti ha dato il piano dei pagamenti? Ho scritto tutto per bene, così non ci saranno ritardi. Le banche, di questi tempi, diventano feroci.

Inspirai a fondo.

— Signora Paola, è proprio di questo che volevo parlare. Io non posso farmi carico delle rate della sua auto. Io e Alessandro abbiamo già destinato ogni euro. Vogliamo comprare una casa nostra, non passare la vita da un affitto all’altro.

Il sorriso le si spense lentamente, sostituito da un’espressione gelida, quasi incredula.

— Non capisco. Cosa significa “non posso”? Alessandro mi ha detto che hai appena ricevuto un ottimo premio al lavoro. E comunque guadagni più di lui. In una famiglia il bilancio è comune. E la madre viene prima di tutto.

— Il bilancio comune riguarda me e Alessandro, — replicai con fermezza. — E decidiamo insieme come usarlo. L’auto è stata una sua scelta personale, un acquisto suo. Non ci ha chiesto un parere prima di firmare. Perché adesso dovrei pagarla io?

— Ma come ti permetti! — sbottò, sfiorando la tazzina e rischiando di rovesciarla. — Non sei ancora entrata nella nostra famiglia e già vuoi comandare? Io ho cresciuto mio figlio da sola, gli ho dato la salute, la vita! E tu ti rifiuti di versare una somma ridicola per la madre di tuo marito?

— Ridicola? — spalancai gli occhi. Alessandro, con molta prudenza, aveva evitato di dirmi quanto fosse la rata. — Signora Paola, quella cifra è quasi metà del nostro affitto. Oppure sarebbe un versamento serio per il mutuo.

— E allora? Aspetterete con la casa. Resterete ancora un po’ in affitto. Oppure venite da me: ho un appartamento grande, spazio ce n’è per tutti. In compenso io avrò la macchina, potrò portarvi la spesa, accompagnarvi alla casa in campagna. Sei proprio ingrata, Chiara. Io ti ho accolta come una figlia e tu…

Si voltò dall’altra parte con aria offesa, ostentando il suo dolore come un’accusa. In realtà, quel confronto era fallito ancora prima di cominciare. Mi fu chiaro che spiegare non sarebbe servito a nulla: ai suoi occhi non ero una persona con desideri e limiti, ma solo una risorsa da usare, una fonte di denaro per rendere più comoda la sua vita.

La sera, a casa, mi aspettava un’altra conversazione pesante con Alessandro. Aveva già parlato con sua madre ed era rientrato con il volto teso, pronto allo scontro.

— Ma ti rendi conto di come hai ridotto mia madre? — mi aggredì appena varcata la soglia. — Le è salita la pressione alle stelle! Per poco non dovevamo chiamare l’ambulanza!

— Alessandro, io le ho soltanto detto, con educazione, che non pagherò il suo finanziamento. Questo significa “ridurla così”? E il fatto che pretenda da me una cifra enorme non ti crea nessun problema?

— Non pretende, chiede aiuto! — urlò. — Potevi essere più delicata. Potevi dire che adesso è un periodo complicato, che avremmo cercato una soluzione insieme. Perché dovevi essere così dura?

— Perché non voglio cominciare la nostra vita familiare con bugie e manipolazioni.

Amore o Soldi