“I tuoi occhi non sono rovinati. C’è qualcosa lì dentro che ti impedisce di vedere” disse Eleonora, fermando le guardie e lasciando Massimiliano sbigottito

Una verità straziante e ingiustamente crudele.
Storie

Non si trattava di una creatura comune.

Era grande quanto un’unghia, rivestita da una corazza nera che rifletteva la luce come una chiazza d’olio sull’acqua. Somigliava vagamente a una zecca, ma le sue linee erano troppo precise, quasi artificiali, come se fosse stata progettata secondo uno schema geometrico.

Si contorceva.

Matteo Barbieri non poteva vederla, eppure ne percepiva l’assenza. Non più nell’occhio — bensì dietro la fronte — come se un nodo invisibile, rimasto stretto lì fin dall’infanzia, si fosse sciolto di colpo.

Massimiliano Valentini, al contrario, sembrava pietrificato. Terrore e incredulità lo tenevano immobile, inchiodato al pavimento.

— Sicurezza! Fermate quella ragazza! — gridò infine, con la voce incrinata.

Eleonora Moretti non batté ciglio. Con un gesto lento, aprì la mano.

La minuscola entità scura, ormai quasi secca sotto la luce del sole che filtrava dalle vetrate, emise un suono acutissimo, un lamento così sottile da sembrare immaginario.

Poi scattò.

Non verso Massimiliano, ma giù, direttamente sul marmo lucido.

— Non schiacciatelo! — ordinò Eleonora con un tono tagliente. — Se lo rompete qui, rilascerà le spore. Esploderà.

Massimiliano si arrestò di colpo. Anche le guardie, a diversi metri di distanza, rimasero bloccate come statue.

La creatura si mosse con una rapidità innaturale, strisciando verso l’ombra proiettata dal pianoforte a coda. Cercava il buio, come se la luce fosse veleno.

— Che diavolo è quella cosa? — ansimò Massimiliano.

— Un Noktürn — rispose Eleonora, seguendo con lo sguardo la scia scura che lasciava dietro di sé. — Abitano nei luoghi dove la luce è stata sigillata con la forza.

In quel momento parlò Matteo. Paradossalmente, il ragazzo cieco era l’unico ad avere lucidità.

— Non era solo — mormorò con voce roca. — L’altro occhio brucia. È come se ci fosse ancora qualcosa… una presenza che pulsa.

La consapevolezza colpì Massimiliano come una scarica elettrica. Se uno era stato estratto… allora doveva essercene un altro.

Eleonora si precipitò verso il pianoforte, si inginocchiò e fissò un’apertura minuscola vicino alla base.

— Qui c’è un nido — sussurrò. — Quello era soltanto un esploratore. E non voleva toglierti la vista.

Un gelo profondo attraversò Massimiliano.

— Allora qual era il suo scopo?

Eleonora sollevò lo sguardo verso l’intercapedine nel muro, indicando l’oscurità che vi si addensava.

— Proteggere ciò che non volevi vedere. E adesso lo sanno. Se continuiamo, li risveglieremo tutti.

Massimiliano esitò solo un istante. Strega o no, Eleonora era l’unica a comprendere l’orrore che si stava dispiegando davanti a loro.

— Toglilo — disse infine, con voce ferma. — Estrai anche l’altro.

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Amore o Soldi