Raccolse i documenti con mani rigide e si avviò verso l’uscita. Prima di varcare la soglia, però, si fermò un istante e si voltò ancora una volta.
«Elisa sta bene. Ha dato alla luce una bambina splendida, sana, e quella piccola ha già un padre» disse Paola Fontana con voce ferma. «Solo che quell’uomo non sei più tu. Né lei né mia nipote hanno bisogno di qualcuno che scappa davanti alle proprie responsabilità.»
La porta si chiuse con un colpo secco alle sue spalle.
Vittorio Benedetti si lasciò cadere su una sedia, piegato, nascondendo il volto tra le mani. Dal corridoio arrivò il pianto di un neonato: lo stesso suono che poche ore prima gli era sembrato un miracolo. Ora gli attraversava il petto come una beffa crudele.
Qualche settimana dopo, una telefonata dalla clinica lo riportò alla realtà: c’era da saldare un debito superiore ai novecentomila euro. Serena Leone era sparita nel nulla. L’appartamento acquistato per lei risultava sotto sequestro, i conti svuotati, e con essi anche l’ultima briciola del suo orgoglio.
Intanto, in un piccolo centro italiano, Elisa Palmieri recuperava lentamente le forze. La luce del pomeriggio dorava i campi, mentre Paola osservava in silenzio la figlia che cullava la neonata.
«Vedi, tesoro? La vita alla fine sistema ogni cosa. A te ha lasciato l’amore… a lui soltanto il rimorso.»
Elisa sfiorò la fronte della bambina con un bacio e sorrise tra le lacrime. Il vento frusciava lieve tra gli alberi e, dopo tanto tempo, respirò finalmente senza paura.
