«La mamma è viva. L’ho vista» — sussurra Ginevra all’orecchio del padre, facendolo impallidire

Ingiustizia sconvolgente, speranza improvvisa e commovente
Storie

La voce di Enrico Ferretti si incrinò appena mentre aggiungeva:
— È stata testimone di qualcosa — mormorò — e temo che abbiamo mandato nel braccio della morte l’uomo sbagliato.

A quasi trecento chilometri di distanza, in un sobborgo di Dallas, la sessantottenne Claudia Santoro, avvocata penalista ormai in pensione, sobbalzò davanti al telegiornale serale. La tazza di caffè le tremò tra le dita, rischiando di rovesciarsi sul tappeto.

All’inizio della sua carriera aveva fallito una sola volta: non era riuscita a salvare un innocente. Un errore che le aveva scavato dentro per decenni, tornando a visitarla nelle notti insonni. Quando sullo schermo apparve il primo piano di Riccardo Orlando, quegli occhi le provocarono un brivido. Era lo stesso sguardo che aveva visto tanti anni prima: non rabbia, non rassegnazione, ma incredulità.

Nel giro di poche ore Claudia aveva già recuperato gli atti relativi all’omicidio di cinque anni prima della moglie di Riccardo, Arianna Vitali. Lesse ogni pagina con attenzione quasi ossessiva. Più avanzava, più una sensazione sgradevole le serrava lo stomaco.

Il pubblico ministero che aveva ottenuto la condanna — oggi il giudice Vittorio Conti — risultava aver intrattenuto rapporti economici privati con Dario Marchetti, fratello minore di Riccardo. Proprio Dario che, poco dopo l’arresto, aveva ereditato la parte più consistente del patrimonio familiare.

Non era tutto. Nelle settimane precedenti alla morte, Arianna stava esaminando estratti conto, contratti, documenti legali. Come se avesse scoperto qualcosa di compromettente.

Claudia iniziò a unire i tasselli che altri avevano preferito ignorare.

Intanto Ginevra, dopo la visita in carcere, si era chiusa in un silenzio totale. Nella casa famiglia statale dove viveva da sei mesi — sotto la tutela dello zio Dario — comunicava soltanto attraverso i disegni.

Uno in particolare colpì Claudia.

Una casa. Una donna distesa a terra. Un uomo con una camicia blu piegato su di lei. E una figura minuta nascosta lungo il corridoio.

Riccardo non possedeva camicie blu.

Dario, invece, ne indossava quasi ogni giorno.

Mancavano meno di trenta ore all’esecuzione quando il telefono di Claudia squillò. Dall’altra parte della linea c’era un uomo scomparso cinque anni prima: Federico Barbieri, l’ex giardiniere della famiglia.

— Io ero lì quella notte — disse con voce tesa — e c’è qualcosa di molto più grande che nessuno ha ancora scoperto…

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