«Sposami» — disse Enrico con calma disarmante offrendo a Viola la protezione che le era sempre mancata

Ingiustamente marchiata, merita amore e dignità.
Storie

Enrico rimase zitto ancora qualche secondo, poi, con una calma disarmante, disse soltanto:

— Sposami. Se diventi mia moglie, nessuno potrà più metterti le mani addosso o decidere per te. E se dovrai fare la balia, sarà per i nostri figli, non per quelli degli altri.

Viola Orlando distolse lo sguardo. La voce le uscì bassa, quasi spezzata.

— Non avrò figli… — mormorò. — Quando è successo quel fatto… io… sono rimasta incinta. Mia madre mi portò da un medico. E quando Ciro Palmieri parlava di avere un bambino, io andavo in consultorio. Mi dissero che era colpa mia, che avevo pagato per la scelta fatta allora…

Il volto di Enrico si fece pallido. In passato aveva accennato più volte al desiderio di diventare padre; quale uomo non sogna qualcuno a cui lasciare il proprio nome?

— Ecco perché non sono la donna giusta per te — concluse lei amaramente. — Cercane un’altra.

Lui si alzò senza aggiungere altro e uscì. Viola pianse fino a notte fonda.

Si svegliò all’alba per delle urla concitate. Un odore acre di fumo le invase le narici. Per un attimo pensò che la casa stesse bruciando. Scattò fuori in camicia da notte.

Davanti all’abitazione dei suoi genitori un’auto era avvolta dalle fiamme. Il cielo era ancora scuro e i bagliori arancioni salivano verso le stelle. I vicini correvano con secchi d’acqua, gridavano istruzioni. Era evidente che la macchina fosse perduta, ma almeno il fuoco non avrebbe raggiunto l’edificio.

Tra la gente c’era anche Enrico, impegnato ad aiutare. La guardò una sola volta, ma a Viola bastò. Odiava quell’auto: simbolo di ricatti e minacce. Ora stava diventando cenere. Le lacrime le rigarono il viso, ma erano lacrime leggere, di liberazione.

Quando tutto fu spento, Enrico si sedette accanto a lei sul gradino.

— Possiamo adottare — disse con fermezza, cingendole la vita.

A oriente il cielo iniziava a tingersi di rosa. Viola appoggiò la testa sulla sua spalla.

— Andiamo a vivere da te. Che si tengano pure questa casa. Voglio solo che mi lascino in pace.

— Certo che verrai da me. Secondo te per chi io e mio padre stiamo costruendo la nostra casa?

Nel suo abbraccio Viola capì una cosa semplice e immensa: non era rovinata, non era sbagliata. Era una donna come tante altre, degna di amore e di futuro.

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Amore o Soldi