«Sposami» — disse Enrico con calma disarmante offrendo a Viola la protezione che le era sempre mancata

Ingiustamente marchiata, merita amore e dignità.
Storie

Viola, però, non aveva alcuna intenzione di sacrificarsi. Tornare in quella casa che aveva imparato a detestare, sotto lo sguardo di persone che non era riuscita a perdonare, per lei era impensabile.

— Sei solo un’egoista! — le urlava la madre da oltre la rete del giardino, quando la vedeva rientrare.

Un pomeriggio lo incontrò per caso. Viola stava tornando dall’alimentari con le braccia cariche di sacchetti pieni di farina e zucchero. Come tante donne del paese lavorava nella stalla comunale e, il giorno dello stipendio, faceva provviste per settimane. Non riusciva mai a portare tutto in una volta sola, così era costretta a fare avanti e indietro.

— Ti accompagno io in macchina — insisteva spesso suo padre.

Ma lei non era mai salita su quell’auto, e non avrebbe iniziato allora. Quando sentì un motore rallentare alle sue spalle, pensò fosse ancora lui. Invece era Enrico Gentile, un ex compagno di scuola che non vedeva da almeno tre anni.

— Dai, sali. Ti do un passaggio — le disse abbassando il finestrino.

Viola scosse la testa senza fermarsi. Enrico allora spense il motore, lasciò l’auto sul ciglio della strada, le prese uno dei sacchetti dalle mani e si mise a camminarle accanto in silenzio.

Era rimasto quasi identico: alto, magro, con quelle orecchie un po’ sporgenti che lo facevano sembrare sempre un ragazzo.

— Almeno un tè me lo offri? — chiese dopo un po’.

Lei lo fissò con diffidenza.
— Che cosa vuoi da me?

— Mi piaci — rispose lui diretto, senza cercare scuse.

— Ma se non abbiamo mai nemmeno parlato!

— È vero. Tu non mi hai mai notato. Però io ero innamorato di te già dalla prima media.

— Sono passati anni.

— E allora?

— Niente.

Il tè non glielo offrì. Eppure Enrico non si arrese. Cominciò ad aspettarla fuori dal lavoro o davanti al negozio, le portava le borse, chiacchierava del più e del meno. Era tornato da poco dal Nord, dove aveva messo da parte abbastanza soldi per comprarsi una macchina e aiutare il padre a costruire casa. All’inizio Viola si irritava per quella presenza costante, poi finì per farci l’abitudine. Temeva che prima o poi avrebbe oltrepassato il limite — molti in paese lo facevano, soprattutto prima che lei si sposasse — ma Enrico non era come gli altri, e questo la metteva in una strana, inquieta attesa.

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Amore o Soldi