Maddalena non rispose subito. Si limitò a spingere la valigia contro il muro, accanto all’ingresso, come se quel gesto fosse la cosa più naturale del mondo.
Ornella Farina fissava il bagaglio con gli occhi sgranati.
— Ma ti sei ammattita? — sbottò, portandosi una mano al petto.
— Può darsi — replicò Maddalena con calma inattesa.
— Maddalena! Torna qui immediatamente! Che sceneggiata è questa?
Ma lei aveva già infilato il cappotto. La suocera le si agitava intorno, afferrandole il braccio, tirandole la manica.
— Ti rendi conto di quello che stai facendo? Tancredi ci rimarrà malissimo! E i ragazzi? Che cosa penseranno?
— I ragazzi sono adulti. Sapranno capire.
— Sei fuori di testa! Per una chiacchierata vuoi distruggere tutto?
Maddalena si voltò lentamente.
— Una chiacchierata? Ornella, lei parla così con me da trentacinque anni.
— Io ti ho sempre trattata con rispetto!
— Rispetto? — rise amaramente. — Ricorda quando Raffaele Lupi è stato ricoverato, due anni fa?
— E allora?
— Sono rimasta in ospedale con lui tre settimane. E lei ha detto a Tancredi che lo facevo apposta, per evitare le faccende domestiche.
— Non è vero!
— Me l’ha detto in faccia. E quando Ginevra Ricci ha discusso la tesi? Avevo comprato un vestito nuovo. Lei commentò che era uno spreco, che i miei genitori erano sempre stati dei tirchi.
Il volto di Ornella si tinse di rosso.
— Non è andata così…
— È andata esattamente così. E potrei continuare per ore. Decine e decine di episodi.
In quel momento si sentì girare la chiave nella serratura. La porta si aprì ed entrò Tancredi.
— Buonasera! Sono riuscito a uscire prima dal lavoro… — si interruppe, notando la valigia. — Che succede?
— Tua moglie ha perso la ragione! — intervenne Ornella. — Dice che se ne va!
Tancredi guardò prima la madre, poi Maddalena, poi di nuovo il bagaglio.
— È vero?
— Sì.
— Ma perché? Cos’è successo?
— Davvero non lo sai?
— No.
Maddalena si sedette sulla piccola panca dell’ingresso.
— Ieri parlavi con tua madre. Te lo ricordi?
Il viso di Tancredi impallidì.
— Tu… hai sentito?
— Ogni parola. Che sono ingrata. Che devo essere rimessa al mio posto. Che non ti rispetto.
— Non era… non intendevamo…
— Non intendevate cosa? Non avete detto quelle frasi? Non stavate parlando di me?
— Mamma era nervosa per ieri…
— Per ieri? Perché non ho risposto al telefono mentre cucinavo il pranzo per voi?
— Maddalena, calmati.
— No, non mi calmo. Sai qual è la verità? Per trentacinque anni ho fatto la moglie modello. Ho cucinato, lavato, cresciuto i figli, mi sono occupata di tutto. E in cambio?
— Ma di cosa stai parlando? Siamo una famiglia normale!
— Normale? Una famiglia normale è quella in cui marito e madre non sparlano della moglie alle sue spalle.
— Non stavamo sparlando!
— Ah no? Discutavate del meteo, forse? — si rivolse a Ornella. — E lei con quale diritto decide come dovrei vivere?
— Sono sua madre! — protestò la donna.
— Sua madre, non la mia. Io non le devo obbedienza.
— Mi devi rispetto!
— Rispetto per cosa? Per le continue umiliazioni? Per le critiche su ogni cosa? Per aver messo tuo figlio contro di me?
— Tancredi! — esclamò Ornella, portandosi la mano al cuore. — Hai sentito come mi parla?
— Ho sentito — rispose lui piano.
— E permetterai che continui?
Calò un silenzio teso. Maddalena fissava il marito senza distogliere lo sguardo. In quell’istante si decideva tutto.
— Mamma — disse infine Tancredi — forse… forse non era necessario parlare così di Maddalena.
— Come sarebbe a dire?
— Intendo dire che… è mia moglie. Lo è da trentacinque anni.
Ornella rimase senza parole, aprendo e chiudendo la bocca come se cercasse aria.
— Benissimo! — esplose alla fine. — Allora evidentemente non vi servo più!
— Ma cosa stai dicendo?
— Ho vissuto per voi! E adesso… — afferrò la borsa. — Fate pure senza di me!
La porta sbatté con forza, lasciando la casa immersa in un silenzio pesante.
Tancredi si avvicinò alla moglie.
— Maddalena, doveva finire così? È anziana…
Lei lo guardò a lungo, con gli occhi lucidi ma fermi.
— Tancredi, davvero pensi che il problema sia l’età? — domandò con voce bassa, mentre tra loro rimaneva sospesa una verità che non poteva più essere ignorata.
