La fede rimase sul comodino, abbandonata come qualcosa di insignificante. Meglio così. Non voleva più portare addosso quel simbolo vuoto, quella promessa tradita che ormai le sembrava solo un pezzo di metallo senza valore.
Trascinò la valigia fino all’ingresso, le ruote che stridevano appena sul pavimento. Si infilò la giacca con movimenti rigidi, quasi automatici. In quel momento, dalla cucina comparve Teodora Colombo con un vassoio tra le mani. Quando vide Rachele sulla soglia, pronta ad andarsene, si fermò di colpo.
— E dove pensi di andare? — domandò. Nel tono non c’era stupore, ma una punta evidente di compiacimento.
Rachele la fissò senza espressione, come se davanti a sé avesse una perfetta sconosciuta.
— A casa mia — rispose secca.
Teodora appoggiò lentamente il vassoio sul tavolo, studiandola con aria critica.
— Ma siete arrivati appena ieri!
— Ettore De Luca saprà cavarsela — replicò Rachele con freddezza. — Può dirgli che me ne sono andata.
Non aggiunse altro. Aprì la porta e uscì. L’aria del mattino le colpì il viso con una freschezza quasi tagliente. Inspirò a fondo, come se fosse la prima boccata d’ossigeno dopo essere rimasta troppo a lungo sott’acqua. Con mani ancora tremanti chiamò un taxi.
Appena si sedette sul sedile posteriore, il controllo che aveva mantenuto fino a quel momento si spezzò. Le lacrime scesero silenziose, senza singhiozzi. L’autista la osservò brevemente dallo specchietto retrovisore, ma ebbe la discrezione di non fare domande.
Durante il tragitto si sentì svuotata, come se tutte le emozioni — rabbia, delusione, amarezza — si fossero consumate in un’unica fiammata lasciando solo cenere. Quando l’auto si fermò davanti al suo palazzo, pagò la corsa, scese e si avviò verso l’ingresso con passi lenti.
Il giorno seguente presentò la richiesta di divorzio. Faceva male? Certo. Era umiliante? Anche. Ma non era una donna da accettare briciole o da restare dove non veniva rispettata.
Ettore continuò a chiamarla per settimane. Prima suppliche, poi giustificazioni confuse, promesse di cambiamento. Forse, in altre circostanze, avrebbe persino potuto credergli. Ma aveva ascoltato con le proprie orecchie, visto con i propri occhi. Non c’era spazio per dubbi.
Uomini al mondo ce ne sono tanti, si disse. Avrebbe incontrato qualcuno capace di costruire con lei una famiglia vera, fondata sul rispetto reciproco. Una cosa però era certa: non avrebbe più mantenuto nessuno, né economicamente né emotivamente. Da quel momento in poi, avrebbe scelto solo ciò che la faceva sentire degna e libera.
