«È tornato» — sussurrano i familiari, gelati davanti alla riga trovata nel kit di soccorso

Una scoperta straziante che scuote ogni coscienza.
Storie

…«ti prego, prenditi cura di lei».

«È tornato».

Tornato chi?

La famiglia, leggendo tra le righe, si fece un’idea precisa. Poco prima della scomparsa, Emanuele Santoro aveva avuto uno scontro durissimo con il suo ex compagno di spedizione, Bruno Serra, che lo aveva accusato apertamente di essersi appropriato di un progetto fotografico realizzato insieme. La loro separazione professionale era stata aspra, rumorosa, sotto gli occhi di tutti.

Le indagini portarono a un dettaglio inquietante: Bruno Serra si trovava sui Pirenei proprio nella stessa settimana in cui Emanuele era sparito, un’informazione che non aveva mai rivelato spontaneamente. Nel frattempo, le squadre di ricerca individuarono un’uscita stretta nella parte alta della fenditura, un passaggio che conduceva verso una zona boschiva isolata.

Lì, nascosto sotto uno spesso strato di foglie, emerse ciò che restava di un accampamento improvvisato: i segni di un fuoco spento da tempo, un coltello macchiato di ruggine, involucri di cibo gettati alla rinfusa. In mezzo a tutto questo, il ritrovamento più straziante: una piccola scarpa. Apparteneva a Vittoria Grassi. Accanto, frammenti dei suoi vestiti. Nessun osso, però. Nessuna traccia di morte.

«Questo cambia ogni cosa», mormorò Giorgio Barbieri. «Sono riusciti a uscire. Con un aiuto… oppure sotto il controllo di qualcuno».

Col passare dei giorni, l’inchiesta rivelò che alcuni pastori avevano effettivamente visto Bruno Serra aggirarsi in quella zona. Prese forma uno scenario sempre più plausibile: un incontro con Emanuele e Vittoria dopo l’incidente, un confronto degenerato per vecchi rancori, la situazione sfuggita di mano fino alla separazione degli adulti, lasciando la bambina sola, vulnerabile, terrorizzata.

Bruno Serra venne fermato, ma continuò a negare ogni responsabilità. Disse di aver tentato di aiutarli, di essersi allontanato solo per poi tornare e non trovare più nessuno.

Rimaneva, però, la domanda più angosciante: dove si trova ora Vittoria?

Per settimane, i soccorritori setacciarono la montagna. Affiorarono indizi sparsi, mai un corpo. Oggi le autorità ipotizzano che Vittoria possa essere stata portata via da qualcuno in un villaggio isolato… oppure che abbia cercato da sola una via verso la salvezza.

Cinque anni dopo, il caso resta aperto. La montagna ha svelato molti segreti, ma non quello più importante.

Vittoria potrebbe essere ancora viva.

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